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MIKI, il ROV italiano che rivoluziona la caccia alle mine subacquee

MIKI, il ROV italiano che rivoluziona la caccia alle mine subacquee

Ecco il nuovo sottomarino a comando remoto sviluppato da Gaymarine. Il dispositivo è pensato per segnare un cambio di paradigma nelle operazioni di identificazione e neutralizzazione delle mine nella dimensione subacquea.

Si tratta di MIKI (Mine Killer), il piccolo veicolo a comando remoto (remotely operated vehicle, ROV) di ultima generazione presentato da Gaymarine, l’azienda italiana leader mondiale e pioniera nella progettazione e produzione di sistemi ROV filoguidati ad alimentazione interna.

Si tratta di dispositivi studiati per eseguire complesse attività in ambiente subacqueo, in ogni condizione operativa ed elevate profondità.

Cos’è MIKI?

MIKI nasce come risposta alla crescente esigenza di mezzi agili, pronti all’impiego e capaci di ridurre i tempi e i rischi nelle missioni antimine. Si richiedono sempre più strumenti economici ma che mantengano alti standard di sicurezza ed efficacia. Proprio per rispondere a queste necessità, è stato sviluppato MIKI, il piccolo ROV di ultima generazione per la caccia alle mine. Alla sua base, c’è il pensiero che sia sacrificabile, ossia esplodere nei pressi di una mina che l’operatore ha provveduto ad identificare, sfruttando le immagini e i dati trasmessi in tempo reale dal veicolo.

Quali sono le caratteristiche di MIKI?

Visivamente, MIKI si presenta come un veicolo compatto ma dalle prestazioni avanzate. È lungo appena 1 metro e pesa 50 kg, caratteristiche che lo rendono facilmente gestibile e rapido da mettere in acqua.

Nonostante le dimensioni ridotte, MIKI garantisce una profondità operativa di 300 metri, estendibili su richiesta fino a 600 metri. Da qui, l’ampliamento della gamma di scenari in cui può essere impiegato. La velocità massima di 5 nodi ne garantisce agilità e rapidità di copertura, rendendolo adatto a operazioni rapide su vaste aree.

Come rendere la neutralizzazione delle mine più rapida e sicura?

Il direttore contrattuale di Gaymarine, Federico Orlando, ha spiegato come il mercato oggi richieda sempre più veicoli spendibili, diretti e rapidi.

Tradizionalmente, infatti, i veicoli subacquei trasportano una carica esplosiva il cui montaggio avviene sotto il veicolo e rilasciata a fianco alla mina, per poi essere recuperata. In scenari complessi o urgenti questa procedura può risultare troppo lenta.

Da qui l’idea di un ROV progettato per sacrificarsi, ottimizzando i tempi e rappresentando una soluzione “usa e getta”, con esplosione sincronizzata alla carica di contromina.

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