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Phineas Fisher, chi è il misterioso hacktivista “anarchico” che ha messo in crisi le aziende di spyware

Phineas Fisher, chi è il misterioso hacktivista “anarchico” che ha messo in crisi le aziende di spyware

Operativo da molti anni, l’identità di questo cyber attivista continua ad essere un enigma per gli esperti di sicurezza informatica.

Tra i più grandi enigmi della cybersicurezza continua ad esserci l’identità di Phineas Fisher, a più di dieci anni dal suo attacco cyber più celebre.

Considerato da molti analisti “il più famoso hacktivista mai identificato“, si è specializzato nel colpire – spesso riuscendoci – alcune delle aziende di spyware più controverse. Nessuno lo ha mai scoperto.

Phineas Fisher è emerso sulla scena nel 2014 con l’attacco a Gamma Group, società produttrice dello spyware FinFisher. L’hacker diffuse online documenti riservati, software, manuali tecnici e listini prezzi, denunciando l’utilizzo di strumenti di sorveglianza da parte dei Governi.

Altre operazioni di successo

L’anno successivo realizzò il suo colpo più famoso contro la società italiana Hacking Team, specializzata nello sviluppo di spyware per le forze di Polizia e i servizi di intelligence. Dai sistemi aziendali vennero sottratti oltre 400 gigabyte di dati. Tra questi, “codice sorgente, migliaia di e-mail interne, contratti riservati e l’elenco dei clienti“.

La pubblicazione di questo materiale, sottolinea TechCrunch, permise ai giornalisti di rivelare operazioni di sorveglianza in Paesi come Ecuador, Messico e Panama. Lo scandalo contribuì negli anni successivi al declino di Hacking Team. Alla fine, il suo fondatore David Vincenzetti fu costretto a cedere l’azienda per la cifra simbolica di un euro.

Ideali politici dietro le operazioni

Tra gli aspetti più interessanti della vicenda c’è il fatto che Phineas Fisher ha sempre connotato le sue azioni di un significato politico. Di più. Si è sempre definito “un hacktivista ispirato da ideali anarchici e anti-autoritari“.

Dopo gli attacchi a FinFisher e Hacking Team ha preso di mira anche il sindacato dei Mossos d’Esquadra, laPpolizia della Catalogna, e il partito del Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Nell’occasione ha ribadito di sostenere la regione autonoma curda del Rojava.

In diverse occasioni ha pubblicato dettagliate analisi tecniche dei propri attacchi e persino tutorial destinati ad altri hacker, trasformando le sue operazioni in una sorta di “manuale di hacktivismo“.

L’ultimo attacco e la scomparsa

L’ultima operazione nota risale al 2016 contro la filiale dell’Isle of Man della Cayman National Bank, resa pubblica solo tre anni dopo. In quell’occasione Phineas annunciò il progetto Hacktivist Bug Bounty Program. Un’iniziativa pensata per premiare gli hacker che espongono attività aziendali considerate illegali o non etiche.

Successivamente l’hacktivista è scomparso dalla scena pubblica. I profili Twitter e Reddit sono stati cancellati e nessuna autorità è mai riuscita a identificarlo.

Le ipotesi sull’identità

Tra le le varie ipotesi sulla sua identità, alcuni hanno ipotizzato un gruppo di persone o addirittura un’operazione dei servizi segreti, ma non esistono prove a sostegno di queste teorie. Lo stesso Phineas ha sempre alimentato il mistero, dichiarando che ogni dettaglio sulla propria identità contiene volutamente elementi di disinformazione.

Nonostante numerose indagini, compresa quella italiana sul caso Hacking Team, nessuna autorità è riuscita a risalire alla sua vera identità. Ancora oggi in alcuni ambienti Phineas Fisherrimane una figura leggendaria nel mondo dell’hacktivismo, simbolo della lotta contro la sorveglianza digitale e uno dei pochi hacker di fama mondiale mai arrestati“.

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