Alla presentazione del volume “Il mondo in guerra”, il senatore Enrico Borghi e l’onorevole Ettore Rosato, entrambi membri del Copasir, hanno tracciato un quadro geopolitico in cui per l’Europa diventano centrali sicurezza, autonomia strategica e risposta alle minacce ibride.
Nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato della Repubblica, alla presentazione del volume “Il mondo in guerra”, il Senatore Enrico Borghi, membro Copasir, Italia Viva-il Centro-Renew Europe e l’Onorevole Ettore Rosato, Segretario Copasir, Azione-Popolari Europei Riformatori-Renew Europe, hanno delineato un quadro geopolitico che per l’Europa si traduce soprattutto in un tema di sicurezza, autonomia strategica e capacità di risposta alle minacce ibride.
Borghi ha aperto il suo intervento mettendo in guardia dalla tentazione di leggere l’attuale fase storica come qualcosa di inevitabile: “Non appartengo alla categoria dei politici che credono nel destino cinico e baro. Il destino non è scritto negli oroscopi né nei fondi del caffè: è la direttrice lungo la quale vanno le azioni degli uomini. I 56 conflitti in corso nel mondo”, ha detto, “sono la conseguenza di una rottura dell’ordine precedente e dell’avvio di un nuovo equilibrio ancora da definire, dentro una trasformazione accelerata da tre rivoluzioni simultanee: tecnologica, ecologica-energetica e geopolitica. L’Europa, ha continuato, “abituata per ottant’anni a un sistema fondato sulla forza del diritto, oggi si ritrova in un contesto in cui tornano categorie ottocentesche come lo spazio vitale, le sfere d’influenza, la logica imperiale del cuscinetto”.
Ed è in questo quadro che Borghi richiama il pivot to Asia teorizzato da Obama, la competizione strutturale tra Stati Uniti e Cina nel Pacifico e lo spostamento del baricentro globale lontano dall’Europa.
Per il senatore, il punto è che il continente non può più permettersi l’atteggiamento lamentoso o nostalgico che domina spesso la politica nazionale. “L’Europa, ha detto, “deve compiere 18 anni: assumere autonomia strategica, rafforzare la propria sovranità, costruire una difesa comune e un sistema di sicurezza realmente europeo. Altrimenti rischia di replicare il destino dell’Italia del Quattrocento, divisa in staterelli vulnerabili alle pressioni dei grandi imperi. Senza una struttura federale e decisioni comuni, l’UE diventerebbe soltanto un grande mercato pronto a essere spolpato da Stati Uniti, Russia e Cina, incapace di difendere i propri interessi. La storia, ha concluso, “non torna indietro: ogni equilibrio rotto produce un equilibrio nuovo, mai identico al precedente”.

Rosato: “La tecnologia accelera tutto: politica, informazione, guerra. Di fronte a questo ritmo, le democrazie rallentano”
Rosato, da parte sua, ha sottolineato come la complessità del mondo contemporaneo sia cresciuta più in fretta della capacità dei decisori politici di comprenderla e governarla. “La tecnologia accelera tutto: politica, informazione, guerra. Di fronte a questo ritmo, le democrazie rallentano, mentre i sistemi autoritari decidono in tempi rapidissimi”.
“L’asse Atlantico deve restare un pilastro, indipendentemente da chi siede alla Casa Bianca, perché il legame tra società e culture europee e statunitensi è più profondo delle oscillazioni politiche. Ma proprio per questo l’Europa deve difendere il proprio perimetro di autonomia, e il Consiglio europeo del 18 dicembre sarà un passaggio decisivo: senza riforme reali, a partire dal superamento dell’unanimità e da investimenti comuni sulla difesa, l’Unione resterà imprigionata in un sistema di veti che rende impossibile qualsiasi scelta strategica“, ha detto il segretario del Copasir.
E sulla politica estera di Trump, Rosato ha messo in dubbio la possibilità di dividere Russia e Cina: il loro patto strategico è troppo profondo per essere scalfito. Anzi, nelle dinamiche degli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno finito per spingere l’India più vicina a Pechino, in un riassetto che dimostra quanto rapidamente gli equilibri cambino. Tutto questo è avvenuto in meno di dodici mesi, ha osservato: non c’è ragione per pensare che il prossimo anno non porti nuove scosse allo scenario internazionale.
Rosato ha poi richiamato la natura asimmetrica del confronto globale: “Nelle democrazie è più difficile prendere decisioni drastiche, mentre la Russia ha potuto convertire con un ordine l’intera economia allo sforzo bellico. Lo stesso vale per la preparazione alle minacce ibride: in Italia”, ha detto, “persino un semplice avviso pubblico su possibili attacchi informatici scatenerebbe polemiche infinite, mentre i Paesi del Nord Europa pianificano in anticipo scenari complessi”.
Vai al sito di Cybersecurity Italia.
L'articolo L’Europa tra conflitti, tecnologia e rischi cyber: l’analisi di Borghi e Rosato del Copasir sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
📖 Leggi l'articolo completo originale:
https://www.cybersecitalia.it/leuropa-tra-conflitti-tecnologia-e-cyber-rischi-lallarme-di-borghi-e-rosato/56271/ →