Cybersecurity

Jess Asato porta xAI in tribunale nel Regno Unito per le immagini deepfake generate da Grok

Illustrazione digitale su tutela della privacy e responsabilita delle piattaforme di intelligenza artificiale

La parlamentare britannica Jess Asato ha chiesto all Alta Corte di Londra di imporre a xAI misure tecniche permanenti per impedire a Grok di generare immagini manipolate e sessualizzate che la riguardino senza consenso. La richiesta si inserisce nel procedimento avviato contro la societa di Elon Musk dopo la diffusione di contenuti sintetici ritenuti lesivi della privacy.

La vicenda e stata rilanciata il 28 luglio da Reuters, che ha riferito dei documenti depositati in tribunale e dell obiettivo della ricorrente di ottenere un ordine specifico sulle funzionalita del sistema. La causa si collega a un azione legale gia annunciata a inizio giugno e viene seguita con attenzione per il possibile impatto sul rapporto tra progettazione dei modelli generativi e responsabilita civile.

La richiesta all Alta Corte

Secondo gli atti richiamati dalle fonti internazionali, Asato sostiene che la configurazione e l addestramento del chatbot abbiano reso possibile la produzione di contenuti sessualizzati non consensuali. Per questo chiede che il giudice imponga a xAI misure efficaci e durature, non limitate a correzioni temporanee o interventi reattivi successivi alla pubblicazione.

Il caso riguarda non solo la rimozione di immagini gia generate, ma anche la prevenzione tecnica di nuove produzioni riferite alla ricorrente. Questo passaggio distingue il procedimento da molte controversie precedenti sui deepfake, spesso concentrate sulla moderazione dei contenuti o sulle richieste di risarcimento.

Perche il caso e rilevante

La controversia arriva mentre diversi regolatori e governi stanno valutando come applicare privacy, data protection e doveri di sicurezza ai sistemi di AI generativa. Se il tribunale dovesse accogliere la richiesta, il procedimento potrebbe diventare un riferimento per stabilire quando le scelte di design del modello contribuiscano direttamente alla produzione di contenuti illeciti o lesivi.

Al momento xAI non ha diffuso una risposta sostanziale sul merito del ricorso. La decisione del giudice, anche nelle sue fasi preliminari, sara osservata da vicino da operatori tecnologici, giuristi e autorita che si occupano di protezione dei dati e tutela delle vittime di deepfake.