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Graphite, per il Copasir: “nessuna violazione dei servizi nei casi esaminati”

Graphite, per il Copasir: “nessuna violazione dei servizi nei casi esaminati”

Il Comitato ha controllato direttamente database e registro di audit del sistema Paragon nelle sedi di AISI e AISE. Le conclusioni riguardano però il perimetro dell’istruttoria parlamentare e non le indagini ancora in corso presso alcune Procure.

Il Copasir non ha riscontrato violazioni della normativa vigente da parte dei Servizi di informazione italiani nei casi esaminati nell’ambito dell’istruttoria sull’utilizzo dello spyware Graphite. È quanto emerge dalla relazione sull’attività del Comitato, che ricostruisce le verifiche svolte nel 2025 sul software prodotto da Paragon Solutions.

La conclusione riguarda espressamente i soggetti presi in considerazione nella relazione al Parlamento approvata all’unanimità il 4 giugno 2025 e si basa sulle audizioni e sulla documentazione acquisita o consultata direttamente dal Comitato.

Le prime notizie sul caso Graphite

Il Copasir aveva avviato l’approfondimento dopo la pubblicazione delle prime informazioni sul caso, apparse il 31 gennaio 2025 su Fanpage.it, che rilanciava una notizia del Guardian.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche citate dal Comitato, circa cento persone, tra cui giornalisti e attivisti politici, sarebbero state spiate e intercettate attraverso Graphite.

Da quel momento il Copasir ha avviato un’attività istruttoria sia documentale sia tecnico-operativa, concentrandosi su alcuni dei soggetti indicati dagli organi di informazione come possibili destinatari delle attività di sorveglianza.

Sopralluoghi nelle sedi di DIS, AISI e AISE

Pur non disponendo dei poteri propri delle Commissioni parlamentari d’inchiesta, il Comitato ha svolto diverse audizioni e ha effettuato sopralluoghi nelle sedi del DIS, dell’AISI e dell’AISE.

È stata inoltre effettuata una visita alla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Roma, con l’obiettivo di consultare direttamente la documentazione conservata negli archivi relativa alle presunte attività che avrebbero interessato le persone indicate.

Controllati database e registro di audit di Paragon

Uno degli aspetti più rilevanti dell’istruttoria riguarda le verifiche tecniche effettuate direttamente sul sistema Paragon.

Durante i sopralluoghi presso AISI e AISE, i componenti del Copasir hanno verificato le modalità di funzionamento di Graphite e interrogato direttamente il database e il registro di audit.

Nel sistema sono stati inseriti i numeri telefonici delle persone che avevano ricevuto un alert da WhatsApp, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di attività intercettive effettuate attraverso lo spyware. Il Comitato ha inoltre consultato le richieste e i decreti di autorizzazione relativi alle eventuali attività intercettive dei Servizi italiani nei confronti dei soggetti esaminati.

Le verifiche non si sono limitate all’impiego di Graphite, ma hanno riguardato anche le intercettazioni telefoniche e le attività riconducibili alle garanzie funzionali.

Copasir: nessuna violazione nei casi esaminati

Al termine delle verifiche, il Comitato afferma di non avere rilevato violazioni della normativa vigente con riferimento alle persone prese in considerazione nell’istruttoria.

Il dato va quindi circoscritto al perimetro delle verifiche effettuate dal Copasir e non può essere esteso automaticamente a tutti i casi di presunta compromissione attraverso Graphite emersi nel corso dell’anno.

La stessa relazione precisa infatti che non tutte le attività connesse alla vicenda sono state oggetto dell’indagine parlamentare.

Restano fuori le indagini delle Procure

Il Copasir chiarisce che la propria istruttoria non ha riguardato le attività di indagine che risultavano in corso presso alcune Procure della Repubblica. Il Comitato si è riservato di valutare gli eventuali esiti dei procedimenti penali qualora dovessero emergere elementi che rientrano nel proprio ambito di competenza.

Le conclusioni dell’organo parlamentare riguardano quindi esclusivamente le verifiche condotte nell’ambito delle proprie prerogative e non sostituiscono gli accertamenti della magistratura.

Approfondimenti su altri giornalisti e figure economiche

L’attività sul caso Graphite è inoltre proseguita dopo la pubblicazione della relazione del giugno 2025.

Il Copasir riferisce di avere svolto ulteriori approfondimenti su altri casi di presunte intrusioni analoghe nei dispositivi mobili riportati dagli organi di informazione. Queste verifiche hanno riguardato in particolare altri giornalisti e alcune note figure del panorama economico-finanziario italiano.

Il Comitato ha quindi rivolto ulteriori richieste di informazioni all’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Secondo quanto riportato nel documento, l’Autorità ha fornito nuovi elementi conoscitivi e ha confermato al Copasir che l’operato dei Servizi di informazione per la sicurezza della Repubblica si è svolto nel rispetto della disciplina vigente.

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