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Vulnerabilità cyber, ACN: “In Italia nei primi sei mesi del 2026 37.032 nuove CVE, +54%”

Vulnerabilità cyber, ACN: “In Italia nei primi sei mesi del 2026 37.032 nuove CVE, +54%”

L’ACN ha registrato un aumento delle CVE nel confronto con i primi sei mesi del 2025.

In termini di vulnerabilità cyber in Italia nei primi sei mesi del 2026, c’è stata la pubblicazione di “37.032 nuove CVE, in aumento del 54% rispetto alle 24.098 del primo semestre 2025“. Questo emerge dall’Operational Summary semestrale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN).

Di queste“, sottolinea l’ACN, “5.722 presentano almeno un Proof of Concept (PoC), mentre per 69 CVE si è rilevato lo sfruttamento attivo“.

Tale sensibile incremento delle vulnerabilità ed esposizioni comuni è “verosimilmente ascrivibile al crescente utilizzo di modelli AI di frontiera (frontier models)“. Questi modelli stanno riducendo i tempi necessari per l’analisi del codice, il vulnerability research e la generazione di Proof of Concept, in particolare per alcuni vendor.

L’importanza del monitoraggio

L’ACN ha portato avanti attività di monitoraggio proattivo al fine di individuare e segnalare tempestivamente ai soggetti della
constituency l’esposizione a specifiche criticità. Le quali, possono essere sfruttate, o che sono già in corso di sfruttamento.

A valle dell’individuazione di tali criticità, spiega ancora l’Agenzia, il CSIRT Italia contatta i soggetti a rischio. Qualora queste risultino particolarmente diffuse, svolge opera di condivisione degli alert. Sia tramite portale pubblico che attraverso i canali social dedicati (X, Telegram). Nel confronto del primo semestre 2026 c’è stata la segnalazione di:

  • 1.560 dispositivi o servizi IT potenzialmente compromessi, per cui è stato rilevato un comportamento
    associabile a un’attività malevola in corso. Relativamente a tali dispositivi o servizi c’è stato l’invio di comunicazioni
    ai soggetti interessati.
  • 24.303 dispositivi o servizi IT che esponevano potenziali rischi, come ad esempio versioni di software vulnerabili,
    per i quali sono state inviate comunicazioni ai soggetti interessati.

Comunicazioni dirette

Nel periodo in esame – con i primi sei medi dei 2026 – c’è stata inoltre la diramazione di 12.033 comunicazioni verso i soggetti della constituency che esponevano pubblicamente su Internet complessivamente 23.985 servizi a rischio.

Per quanto riguarda la distribuzione, si rimarca la differenza – a livello di segnalazione per tipologia di soggetto – tra pubblico e privato.

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