Europa AI cyber

Uk, regolamentare l’AI? Londra: “Intervenire solo se il sistema volontario di test non basterà più”

Uk, regolamentare l’AI? Londra: “Intervenire solo se il sistema volontario di test non basterà più”

Le proposte di Kanishka Narayan, ministro britannico per l’AI.

In Uk il Governo potrebbe decidere per regolamentare specificatamente i modelli AI più avanzati ma ad una condizione. Vale a dire soltanto se l’attuale sistema volontario di verifica – che precdede la distribuzione della tecnologia – “non si dimostrasse più sufficiente a tutelare i cittadini“. Lo ha dichiarato alla Reuters il ministro britannico per l’AI, Kanishka Narayan.

Finora Londra ha adottato “un approccio relativamente leggero” sulla regolamentazione in materia, più vicino a quello statunitense che a quello dell’UE, dove l’AI Act è entrato pienamente in vigore.

La strategia britannica punta infatti a favorire l’innovazione e ad attrarre investimenti, considerati un motore fondamentale per la crescita economica. Oggi, la Gran Bretagna è “il principale hub europeo per finanziamenti e startup nel settore dell’intelligenza artificiale“.

Il tema degli attacchi cyber durante i test di sicurezza

Negli ultimi giorni, tuttavia, come ha sottolineato la stessa Reuters, alcuni episodi hanno riacceso il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli sull’AI di frontiera, ossia i modelli più potenti e avanzati. L’attacco “senza intervento umano” di OpenAI, l’incidente di Anthropic, sono tutti episodi che hanno allarmato gli esperti e le autorità, a livello globale.

Il Governo britannico dispone già di uno strumento di controllo rappresentato dall’AI Security Institute, istituito dopo l’AI Safety Summit del 2023. Grazie ad accordi volontari con le grandi aziende del settore, l’istituto ottiene accesso ai modelli prima della loro distribuzione commerciale. Può così valutare capacità, vulnerabilità e potenziali rischi.

Secondo Narayan, questo sistema offre al Paese una posizione privilegiata nello sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata. Il ministro ha inoltre affermato che l’AI Security Institute ha accesso preventivo a quasi tutti i modelli di frontiera sviluppati dalle principali aziende occidentali.

L’Uk è l’unico Paese oltre agli Usa a disporre di un simile livello di collaborazione. Da qui la prospettiva di un cambiamento ma solo se l’attuale sistema smettesse di fornire le adeguate garanzie.

Al centro le tutele per i cittadini

Il ministro ha infatti ribadito che la priorità del Governo “resta la protezione dei cittadini“. L’obiettivo al contempo è quello di ottenere risultati concreti, “senza concentrarsi esclusivamente sullo strumento normativo da adottare“.

A differenza dell’UE, il Regno Unito non ha creato un’autorità dedicata esclusivamente all’intelligenza artificiale. I compiti di vigilanza sono affidati gli organismi già esistenti, competenti in materia di concorrenza, diritti umani, salute e sicurezza.

Anche negli Usa il tema è al centro del dibattito. La scorsa settimana il presidente Donald Trump ha dichiarato che la sua Amministrazione sta valutando l’introduzione di alcuni controlli sull’intelligenza artificiale. Contestualmente, tuttavia, ha precisato di non voler compromettere il primato di Washington nello sviluppo di questa tecnologia.

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