Per limitare la dipendenza tecnologica dall’estero Bruxelles sta valutando da tempo una serie di possibili alternative.
Tra i pilastri dell’autonomia digitale dell’UE serve un’alternativa a Palantir, volontà che ha espresso a più riprese in varie sedi, anche attraverso le politiche dei singoli Paesi membri.
Recentemente, infatti, la Francia e la Germania hanno annunciato di lavorare a una “spina dorsale digitale europea sovrana”, veicolando in questo senso il messaggio di autonomia. Il settore centrale resta quello della Difesa.
Secondo diversi esperti, però, il tema è problematico. Il software della società americana è ormai integrato in numerosi processi operativi. A livello europeo, inoltre, non esiste ancora un concorrente capace di offrire la stessa combinazione di tecnologia, esperienza e capacità di gestione dei dati.
La ricerca di alternative europee
Oltre alla Francia e alla Germania, sottolinea POLITICO, tra gli esempi di realtà che studiano alternative c’è anche la Spagna, oltre all’Uk (che però non fa parte dell’UE). La questione non è soltanto geo-economica, ma ovviamente anche politica.
Per riassumere, il Governo spagnolo ha chiesto alle società controllate dallo Stato di impedire a Palantir di partecipare a futuri appalti pubblici. In Francia, così come in Germania, invece, i servizi di intelligence hanno scelto la società francese ChapsVision al posto dell’azienda americana.
Anche a Londra Palantir potrebbe affrontare una nuova prova nel 2027. Tra un anno, in effetti, il Governo dovrà decidere se mantenere il contratto da 330 milioni di sterline relativo alla piattaforma dati federata del National Health Service.
Da parte sua, comunque Alex Karp, l’Amministratore delegato della società con base a Miami, ha però respinto l’idea che i concorrenti europei possano rappresentare una minaccia significativa. Anzi, ha ironizzato pubblicamente sull’industria tecnologica europea.
Il valore dell’infrastruttura strategica
La presenza di Palantir in Europa è cresciuta soprattutto durante alcune delle principali crisi degli ultimi anni. In Francia, l’azienda arrivò nei servizi di intelligence dopo gli attentati terroristici di Parigi del novembre 2015. Nel 2016 l’intelligence interna francese firmò un contratto con la società americana.
In Germania, la Polizia dell’Assia acquistò nel 2017 la piattaforma Gotham, ribattezzandola hessenDATA. Il sistema consentiva agli investigatori di collegare grandi quantità di informazioni e trasformarle in nuovi indizi per le indagini.
Anche in Uk la collaborazione con il servizio sanitario nazionale si è sviluppata partendo da un periodo di crisi, nello specifico la pandemia di Covid-19. L’Europol aveva invece utilizzato Gotham tra il 2016 e il 2021, prima di scegliere altri servizi.
La vera sfida è sostituire il modello
Palantir, per altro, è operativa anche in ambito NATO. Il Maven Smart System, sviluppato inizialmente per il Pentagono, è diventato operativo a pieno titolo per l’Alleanza Atlantica il primo luglio. Il sistema ha ottenuto l’autorizzazione a funzionare sulla rete classificata dell’Alleanza e collega diversi sistemi di comando e controllo.
Dunque, la difficoltà per l’Europa non riguarda soltanto la creazione di un software alternativo. Il vantaggio di Palantir deriva anche dal suo modello operativo. L’azienda lavora direttamente all’interno delle organizzazioni clienti, con ingegneri che sviluppano e adattano i sistemi alle esigenze specifiche.
La questione, in definitiva, è tanto politica quanto tecnologica. Ci si domanda infatti se uno Stato democratico possa affidare una parte sempre più importante delle proprie decisioni e della propria sicurezza a software di aziende private straniere.
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