Nei primi sei mesi dell’anno l’ACN ha aumentato le proprie attenzioni sui falsi colloqui di lavoro tramite LinkedIn. Un semplice colloquio di lavoro può così diventare punto di ingresso verso infrastrutture complesse da mettere sotto attacco.
Un colloquio di lavoro su LinkedIn può trasformarsi in una truffa, un aspetto sempre più diffuso che ha allarmato non poco l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) nei primi mesi del 2026. Questa analisi è emersa nel contesto dell’aumento del monitoraggio e della prevenzione di fronte al moltiplicarsi delle minacce digitali.
Tanto che nei primi mesi di quest’anno, l’ACN ha inviato 43.675 comunicazioni preventive a soggetti pubblici e privati. Il totale degli alert preventivi gennaio-giugno 2026, circa 250 ogni giorno, è quasi il doppio dell’anno scorso (+20.532).
L’Agenzia, in particolare, ha richiamato l’attenzione su LinkedIn, un vettore malevolo per entrare nelle aziende attraverso gli sviluppatori software. “La componente umana, infatti, rimane il tallone d’Achille della sicurezza“. Lo certifica il fatto che “quasi due terzi delle compromissioni derivano da errori degli utenti tra campagne di phishing e cattiva gestione delle credenziali“.
Gli obiettivi della campagna
L’ACN ha così acceso i riflettori su un’insidiosa campagna di attacco. Il suo obiettivo è quello di sfruttare falsi processi di selezione del personale per indurre le vittime a installare malware sui propri computer senza rendersi conto.
L’attacco inizia in modo in apparenza innocuo, insospettabile. “Il potenziale candidato riceve una notifica di contatto su LinkedIn da un sedicente recruiter con la proposta di un’opportunità professionale e l’invito a sostenere una prova tecnica. Per rendere credibile il contatto si usano strumenti comuni nei processi di selezione come piattaforme per fissare appuntamenti e organizzare colloqui online“.
Il passo successivo, spiega l’Agenzia, è l’invio di un link con la richiesta semplicemente di aprire un progetto e analizzarlo. All’interno del progetto, tuttavia, sono nascosti file che sfruttano funzionalità legittime del software di sviluppo “per avviare, in automatico, un codice malevolo“.
Gli attaccanti riescono così a prendere il controllo del computer della vittima. Oltre a comprometterlo, riescono ad arrivare a credenziali di accesso, piattaforme cloud e altri sistemi aziendali sensibili. Un semplice colloquio di lavoro può così diventare punto di ingresso verso infrastrutture complesse da mettere sotto attacco.
Meno attacchi ransomware
Più in generale, sempre nell’analisi degli illeciti sono diminuiti gli attacchi ransomware in Italia nei primi sei mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo emerge dall’Operational Summary semestrale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN).
“Nel primo semestre 2026“, si legge nel documento, c’è stata la registrazione di “181 ransomware a danno di soggetti italiani rispetto ai 206 rilevati nel corrispondente periodo del 2025“. Un miglioramento sistemico che comunque non deve portare ad abbassare la soglia di attenzione, né le relative misure di risposta.
La stessa Agenzia ha infatti rimarcato: “Seppur in diminuzione del 12%, tale minaccia si conferma una delle tipologie a maggiore impatto. Sia sulla continuità operativa delle vittime, che sulla confidenzialità delle informazioni“.
I settori più esposti
L’ACN ha rilevato come all’interno di tutto il comparto produttivo (beni e servizi) alcuni settori siano stati più esposti e interessati di altri. Tre in particolare:
- Manifatturiero.
- Vendita al dettaglio.
- Tecnologico.
L’analisi degli eventi evidenzia come i principali fattori che hanno abilitato le compromissioni ransomware siano:
- l’utilizzo di credenziali valide precedentemente compromesse.
- Lo sfruttamento di servizi di accesso remoto non adeguatamente configurati o protetti.
- Lo sfruttamento di vulnerabilità note e servizi esposti.
I principali attacchi
Nel confronto tra i primi sei mesi del 2025 e del 2026, il 12% degli attacchi ransomware ha colpito soggetti critici. Si ha poi un 36% di operazioni contro i soggetti a media criticità, ed il restante 51% ha coinvolto altri soggetti a criticità minore.

Sempre contro soggetti italiani, la stessa modalità di monitoraggio (da fonti aperte) nel primo semestre 2026 ha permesso di individuare 137 rivendicazioni di attacchi ransomware (comunque in calo).

Per approfondire
- Leggi l’Operational Summary di giugno 2026 in PDF.
- Consulta il report del 1° semestre 2026 in PDF.
- Consulta il report del 2° semestre 2025 in PDF.
- Leggi “ACN, adottata la nuova tassonomia per attuare l’obbligo di notifica degli incidenti cyber“.
- Leggi “Direttiva NIS2: messa in sicurezza delle reti e dei sistemi informativi“.
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L'articolo LinkedIn, quando un falso colloquio si trasforma in truffa: l’alert di ACN sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
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