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AI Act, pubblicate le Linee guida sull’articolo 50 e il primo elenco dei firmatari del Code of Practice

AI Act, pubblicate le Linee guida sull’articolo 50 e il primo elenco dei firmatari del Code of Practice

Secondo quanto ha evidenziato l’ACN, la Commissione Europea ha compiuto un passaggio fondamentale nell’attuazione dell’AI Act.

Fondamentale deliberazione della Commissione Europea nell’ottica dell’attuazione dell’AI Act con la pubblicazione delle Linee guida sull’Articolo 50. Pubblicato anche un primo elenco dei circa 190 firmatari del Code of Practice on Transparency of AI-generated Content.

Le Linee guida, sottolinea l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), chiariscono ruoli, responsabilità e modalità di conformità agli obblighi di trasparenza applicabili dal 2 agosto 2026.

Si tratta di “un supporto concreto per fornitori, sviluppatori, deployers e autorità chiamati a rispettare le nuove regole“. Il tutto, sempre in relazione alla trasparenza per tutelare i vari soggetti chiamati a rispettare gli obblighi in materia.

I principali aspetti della misura

Gli obblighi di trasparenza aiuteranno le persone a riconoscere quando stanno interagendo con l’AI o quando un contenuto è stato generato o modificato dall’AI, riducendo il rischio di inganno e manipolazione.

Le Linee chiariscono quali fornitori e gestori siano tenuti a rispettare gli obblighi di trasparenza relativi ai sistemi di AI interattivi e alla marcatura e all’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Tra gli aspetti più rilevanti ci sono:

  • obbligo di informare gli utenti quando interagiscono con sistemi di AI.
  • Identificazione dei contenuti generati o manipolati dall’AI attraverso marcature leggibili in automatico.
  • Obblighi informativi specifici per l’utilizzo di sistemi di riconoscimento di emozioni, categorizzazione biometrica e deepfake.
  • Trasparenza sui testi generati dall’AI relativi a temi di interesse pubblico quando privi di revisione editoriale umana.
EuropAI

Gli obiettivi sistemici

L’obiettivo è quello di “rafforzare la fiducia nell’ecosistema digitale, consentire alle persone di riconoscere quando stanno interagendo con sistemi di AI“. Nonché, “quando sono davanti a contenuti artificialmente generati“. Bisogna ridurre i rischi di manipolazione, disinformazione e frodi.

La pubblicazione delle Linee guida si inserisce in un contesto dove “il mercato sta già sperimentando nuove forme di trasparenza come i visual AI labels“. Si tratta di quegli “elementi grafici per identificare con immediatezza i contenuti generati o alterati dall’AI“.

L’adozione di standard visivi riconoscibili, affiancati alle sottolineature tecniche richieste dalla normativa, “potrà svolgere un ruolo chiave nel rafforzare la fiducia degli utenti“. E insieme, “dare supporto alle organizzazioni nel percorso di conformità all’AI Act“. Per le organizzazioni pubbliche e private è così “il momento di valutare con attenzione gli impatti dell’articolo 50 e le opportunità offerte dall’adesione al Code of Practice come strumento di supporto alla compliance“.

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