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OpenAl, l’Alabama indaga sull’attacco cyber senza intervento umano contro Hugging Face

OpenAl, l’Alabama indaga sull’attacco cyber senza intervento umano contro Hugging Face

Continuano le indagini sull’attacco cyber di OpenAI, con l’obiettivo di accertare le responsabilità dirette dell’azienda.

Il Governo dell’Alabama (Stato degli Usa) ha aperto un’indagine sul cyberattacco – senza intervento umano – che è avvenuto durante un test da parte di una “combinazione di più modelli di AI“ di OpenAI contro Hugging Face. A rendere nota l’inchiesta, sottolinea la Reuters, è stato lunedì il procuratore generale dell’Alabama, Steve Marshall.

Secondo il suo ufficio, l’indagine ha l’obiettivo “di accertare se l’incapacità, o la presunta indisponibilità, di OpenAI a garantire la sicurezza dei propri prodotti possa aver violato le leggi dello Stato a tutela dei consumatori“. Oltreché “rappresentare un rischio concreto e continuativo per i cittadini“.

L’incidente è accaduto il mese scorso “durante un benchmark che ha visto la combinazione di più modelli AI, tra cui GPT-5.6 Sol e un modello pre-release ancora più performante”. Da allora, si moltiplicano gli appelli e le preoccupazioni sui ‘nuovi’ rischi per la sicurezza informatica.

La valutazione della minaccia

Al netto dell’incidente in sé e della sua successiva comunicazione, l’altro grande tema è valutare quando OpenAI ha realizzato l’accaduto. Il colosso dell’intelligenza artificiale con base a San Francisco si sarebbe infatti accorto dell’azione solo dopo il contenimento della minaccia, con annessa notifica all’FBI, sempre secondo la Reuters.

L’episodio ha spinto OpenAI ad annunciare la scorsa settimana un rallentamento nello sviluppo dei propri modelli. Insieme al rallentamento ci sarà anche una revisione dei sistemi di ricerca e addestramento. La società ha inoltre avviato un’analisi approfondita dell’incidente con il supporto di analisti esterni.

L’indagine dell’Alabama è arrivata dopo che una coalizione di diversi Stati americani, tra cui proprio l’Alabama, aveva inviato all’inizio del mese una lettera a OpenAI. Con la lettera, avevano richiesto “maggiore trasparenza e responsabilità sull’accaduto“.

Le entità federate avevano inoltre chiesto alla società di interrompere le attività di test che avevano portato all’attacco. Il tutto, almeno fino a quando la stessa società non fosse stata in grado di dimostrare di poterle condurre in modo controllato e responsabile.

Questo episodio ha dimostrato che i peggiori timori degli abitanti dell’Alabama e degli americani sull’intelligenza artificiale non sono soltanto teorici“, ha dichiarato Marshall.

Cambia la direzione interna

OpenAI ha comunicato inoltre che condividerà un rapporto tecnico con le autorità governative competenti. Pubblicherà i risultati dell’indagine interna una volta conclusa.

OpenAI ChatGPT

Il caso si è inserito in un dibattito più ampio sulla sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale agentica, capaci di eseguire autonomamente una serie di operazioni. Sistemi che, in alcuni casi, possono interagire con sistemi informatici esterni. Episodi analoghi che hanno coinvolto aziende rivali, tra cui Anthropic e Meta, hanno alimentato le preoccupazioni sulla capacità degli sviluppatori di mantenere il controllo su modelli sempre più sofisticati.

La vicenda sta inoltre aumentando la pressione sulle aziende tecnologiche e sulle autorità statunitensi. In particolare, affinché definiscano strumenti più efficaci per prevenire e gestire i rischi legati all’AI. Nel momento in cui la competizione per sviluppare modelli sempre più potenti accelera, l’incidente di Hugging Face riporta al centro una questione cruciale.

Non soltanto quanto siano capaci i nuovi sistemi di intelligenza artificiale, ma quanto siano realmente controllabili quando vengono lasciati operare in autonomia.

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