“Lo Spazio si è trasformato da ambiente privilegiato dal quale erogare servizi e da luogo di scienza, a dominio critico”, ha sottolineato il ministro. “Un dominio, caratterizzato ogni giorno di più da minacce“.
“Il dominio spaziale, insieme a quello cibernetico e alla dimensione cognitiva, è diventato un nuovo terreno di scontro“, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto al convegno “La governance dello spazio – Giornata nazionale dello spazio 2025” presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera.
“Tutti i giorni“, ha sottolineato Crosetto, questo “è soggetto ai rischi di spionaggio, di sabotaggio e di interferenze, con assetti sia da Terra sia in orbita. Lo Spazio si è trasformato da ambiente privilegiato da cui erogare servizi o da luogo di scienza a dominio critico. Un dominio, caratterizzato ogni giorno di più da minacce“.
Per questo, “le infrastrutture spaziali, come tutte quelle della Difesa, sono essenziali. Senza di loro la nostra economia, società, modo di vivere sarebbero in crisi. Il dramma è che esistono e navigano costellazioni e satelliti ostili, realizzati non per dare servizi ma per spiare, acquisire dati o colpire altri satelliti. Si chiamano Satelliti Killer, che agiscono di fianco a quelli sentinella“.
Serve un nuovo approccio allo Spazio
Crosetto ha poi affermato: “Dobbiamo cambiare approccio, rispetto a quanto fatto finora. Ne dobbiamo adottare uno più intelligente, strategico, flessibile, pensando alla complessità e ai costi dell’accesso allo Spazio. L’approccio allo Spazio deve necessariamente partire dai temi della Difesa. Mentre è facile partire da un prodotto della Difesa e aggiungervi requisiti civili, è impossibile fare il contrario“.
E sulla gestione finanziaria: “Siccome il costo dell’accesso allo Spazio è molto alto, sprecare un vettore o un oggetto spaziale senza aver pensato da subito al suo impiego in Difesa è uno errore imperdonabile. Uno spreco di risorse“.
“Impensabile agire da soli, serve cooperare“
“Non possiamo affrontare questo settore da soli“, ha poi ribadito il ministro. “Noi come Italia siamo una grande Nazione, ma nel mondo siamo una Nazione piccola a livello di risorse umane, finanziarie, tecnologiche. Ci sono dei domini dove serve necessariamente cooperare con altri. Ci sono Minacce ma anche opportunità spaziali dove da soli non possiamo procedere“.
Di qui: “Scegliamo con chi cooperare, stando attenti al fatto che queste tra qualche anno non si rivolgano contro di noi. Basta condividere un 30, 40, 50, 70, 80, 90% di valori, di idee, di visione di diritto nel mondo“.
Le Big Tech sono più potenti degli Stati
“Da soli non andiamo da nessuna parte. Nemmeno in quei settori dove per anni abbiamo primeggiato, siamo riusciti ad andare da soli. Non è una questione di livelli tecnologici. Figurarsi allora in quei settori che richiedono soglie di investimenti tecnologici ogni giorno più elevate. A maggior ragione se ci sono attori privati la cui capacità economica è superiore agli Stati, anche ad insiemi di Stati“.
“Amazon è in grado di mettere insieme più GPU di Francia, Italia, Germania e in tempi molto più rapidi. Siccome noi viviamo tempi in cui la velocità è necessaria per la sopravvivenza ma non basta. Ci vuole la massa critica delle materie prime, dell’energia, di risorse finanziarie e umane. In tutto ciò, infatti, l’uomo mantiene la sua centralità. La massa critica degli studi e delle conoscenze è importantissima“.
“Serve comunque non perdere l’estrema capacità di innovazione che si perde nelle organizzazioni complesse. Il merito diventi la parte su cui costruire tutto“, ha sottolineato il ministro.
Un Dome contro tutte le minacce
E in ultimo, il ministro della Difesa ha rimarcato: “Noi dobbiamo iniziare a mettere insieme tutte le energie che abbiamo. Sulla Difesa, c’è la necessità di avere un Dome, uno scudo che partendo dallo Spazio copre da tutte le minacce. Nel nostro caso, l’idea è mettere, integrandoli, insieme tutti i sistemi e gli assetti che ci sono insieme a livello di Europa continentale“.
“L’aspetto principale degli scontri saranno per le risorse, i materiali e le terre rare. Lo sviluppo e la sfida tecnologica saranno per il possesso di materie prime e energia. Come Italia, tanto nello Spazio che nell’Underwater abbiamo il nostro ruolo, che dobbiamo moltiplicare con la cooperazione. Ci sono strade delle Nazioni che vanno seguite da tutti, in modo coordinato e non estemporaneo. Qui non possiamo perdere tempo“, ha concluso Crosetto.
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