cybercrime Mondo

Australia, agli arresti due possibili appartenenti al gruppo cybercriminale TeamPCP

Australia, agli arresti due possibili appartenenti al gruppo cybercriminale TeamPCP

La Polizia australiana ha finalizzato un importante operazione contro il cybercrime.

In Australia, la Polizia ha arrestato a Perth due persone “sospettate di appartenere” a TeamPCP, uno dei gruppi cybercriminali più attivi degli ultimi mesi. L’accusa è quella “di aver condotto campagne di hacking contro numerose aziende tecnologiche e organizzazioni in tutto il mondo“. Incriminati per oltre dodici capi di imputazione, tra questi figurano “intrusioni informatiche, riciclaggio di denaro e altri crimini informatici“.

Secondo l’Australian Federal Police (AFP), gli arrestati sarebbero stati coinvolti in una serie di attacchi su larga scala basati anche sulla compromissione e sulla manipolazione di popolari progetti open source.

L’obiettivo dei cybercriminali sarebbe stato quello di inserire un codice malevolo nei software utilizzati da un numero elevato di aziende e sviluppatori, consentendo loro di sottrarre credenziali e dati sensibili. Successivamente, la loro volontà era quella di ricattare le vittime chiedendo un riscatto.

La portata internazionale dei loro crimini

Il responsabile della divisione cyber dell’FBI, Brett Leatherman, ha dichiarato che i due presunti membri di TeamPCP sarebbero accusati di aver violato più di mille organizzazioni nell’ambito delle loro campagne. Non è ancora chiaro, ha spiegato TechCrunch, se il Dipartimento di Giustizia statunitense intenda chiedere l’estradizione dei due arrestati.

Il TeamPCP è noto tra gli analisi soprattutto per gli attacchi alla software supply chain. Si tratta di una particolare tecnica con cui i criminali informatici non prendono necessariamente di mira direttamente le grandi aziende, ma compromettono strumenti software utilizzati da migliaia di sviluppatori e organizzazioni.

Il meccanismo è particolarmente pericoloso. Nel momento in cui si è compromesso un progetto open source molto diffuso, gli aggressori possono inserire codice malevolo in un aggiornamento apparentemente legittimo. Quando il software viene installato, il malware può raggiungere automaticamente tutti gli ambienti che lo utilizzano.

Secondo le autorità, il TeamPCP avrebbe utilizzato questa tecnica per sottrarre oltre 500mila credenziali, comprese chiavi private e altri dati utilizzabili per accedere a infrastrutture cloud e, in alcuni casi, alle informazioni dei clienti.

Il caso Trivy

Tra gli episodi attribuiti al gruppo c’è anche l’attacco contro Trivy, un popolare strumento open source utilizzato per la scansione delle vulnerabilità. La compromissione ha potenzialmente esposto tutte le aziende che utilizzavano versioni interessate del software.

Gli investigatori sospettano inoltre che il gruppo abbia preso di mira l’infrastruttura cloud della Commissione Europea, oltre ad altri progetti open source e applicazioni per sviluppatori. Alcuni di questi strumenti avrebbero fornito agli aggressori potenziali vie d’accesso verso aziende tecnologiche di primo piano, tra cui GitHub e OpenAI.

Le autorità australiane hanno spiegato che le indagini sono iniziate nell’aprile 2026. Il tutto, dopo aver ricevuto informazioni da diverse società specializzate in cybersecurity.

Sequestrati dati e dispositivi

Durante le operazioni che hanno portato agli arresti, la Polizia australiana ha sequestrato una grande quantità di dati presumibilmente rubati. Con loro, anche computer, dispositivi elettronici e altro materiale ritenuto collegato alle attività del gruppo. Le autorità hanno inoltre annunciato l’intenzione di informare le vittime degli attacchi.

Il caso TeamPCP ha evidenziato ancora una volta quanto la sicurezza della catena di fornitura del software open source sia diventata un elemento critico della cybersecurity moderna. Compromettere un singolo progetto ampiamente utilizzato può infatti trasformare un attacco contro uno sviluppatore in una campagna capace di raggiungere centinaia o migliaia di organizzazioni.

Seguici anche sul nostro canale WhatsApp

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

L'articolo Australia, agli arresti due possibili appartenenti al gruppo cybercriminale TeamPCP sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.

📖 Leggi l'articolo completo originale:

https://www.cybersecitalia.it/australia-agli-arresti-due-membri-sospettati-di-appartenere-al-gruppo-cybercriminale-teampcp/68925/ →