Si raccomandano una maggiore consapevolezza del rischio quantistico, la definizione di strategie nazionali di migrazione e il rafforzamento della ricerca nel settore.
Nell’ambito del Gruppo di lavoro G7 sulla cybersicurezza, l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza (ACN) ha contribuito alla pubblicazione del documento congiunto sulla migrazione verso la crittografia post-quantistica (PQC). Il documento s’intitola “Preparing for the Post-Quantum Era: A Call to Action”.
Proposto dall’Agenzia francese per la cybersicurezza (ANSSI) e negoziato dalle agenzie cyber dei paesi G7 e dall’UE durante il primo semestre 2026 il documento pone al centro una raccomandazione. Quella di “uno sforzo coordinato tra governi ed attori privati per favorire la transizione alla PQC e mettere così in sicurezza i loro sistemi ICT“.
Evidenziando come la minaccia di attacchi effettuati attraverso computer quantistici rappresenti non solo un rischio tecnologico ma anche economico e di sicurezza nazionale per i Paesi G7 hanno definito un obiettivo. “Una maggiore consapevolezza del rischio quantistico, la definizione di strategie nazionali di migrazione e il rafforzamento della ricerca nel settore“.
Un’azione continua
Il documento ha dato il seguito alle linee d’azione a supporto della transizione a soluzioni PQC che ACN ha contribuito a redigere nel 2025 durante la Presidenza canadese del Working Group.
Queste ultime si pongono l’obiettivo di fornire alle organizzazioni pubblico-private medio-grandi linee guida pratiche per la transizione dalla crittografia tradizionale a chiave pubblica alla crittografia post-quantistica. Trattano, tra gli altri, aspetti di governance, la strutturazione di team adeguati e considerazioni di budget.
Che cos’è la crittografia post-quantistica
La crittografia post-quantistica comprende algoritmi progettati “per resistere sia agli attacchi dei computer classici sia a quelli quantistici“. Non si tratta di crittografia “quantistica” in senso stretto, ma di soluzioni matematiche che possono essere implementate sugli attuali sistemi IT. Soluzioni, che non risultano vulnerabili agli algoritmi quantistici noti, come quello di Shor.
Il passaggio alla crittografia post-quantistica, però, non è un semplice aggiornamento software. Implica infatti “una revisione profonda di sistemi, protocolli, infrastrutture, dipendenze da fornitori terzi e modelli di governance“. Proprio per questo il G7 parla di “transizione e non di sostituzione immediata“.
Le origini dell’iniziativa
L’iniziativa è sorta delle priorità della Presidenza italiana del G7 nel 2024. Quest’ultima si fonda sugli esiti di un workshop del G7 su quantum computing e stabilità finanziaria, che la Banca d’Italia ha ospitato nel settembre 2024.
Quest’incontro ha costituito un momento chiave “per sviluppare una comprensione comune delle opportunità e dei rischi associati alle tecnologie quantistiche“. Si sono così poste le basi per l’elaborazione di azioni concrete e coordinate nell’ambito dei lavori del G7 CEG.
Il Gruppo di esperti informatici del G7 (CEG) fornisce consulenza ai ministri delle Finanze e ai governatori delle Banche Centrali del G7 su questioni di sicurezza informatica rilevanti per la sicurezza.
Per approfondire
- Leggi il documento “Preparing for the Post-Quantum Era: A Call to Action”.
- Consulta il documento “Advancing a Coordinated Roadmap for the Transition to Post-Quantum Cryptography in the Financial Sector” in PDF.
Seguici anche sul nostro canale WhatsApp
Vai al sito di Cybersecurity Italia.
L'articolo Transizione alla crittografia post-quantistica, il contributo di ACN alla call to action del Gruppo di lavoro G7 sulla cybersicurezza sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
