Il consenso non è necessariamente la base giuridica più sicura quando si trattano i dati di persone vulnerabili. Tra categorie particolari, comunicazioni a soggetti terzi e informazioni relative a possibili reati, la liceità dei servizi di ascolto richiede scelte documentate. E nell’art. 10 GDPR emerge il vero collo di bottiglia
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