cybercrime Mondo

Cybersicurezza, agenti AI attaccano 395 organizzazioni in 48 Paesi

Cybersicurezza, agenti AI attaccano 395 organizzazioni in 48 Paesi

L’impiego delle più moderne piattaforme di AI consente di massimizzare i risultati delle operazioni di criminalità cyber.

L’AI moltiplica il crimine informatico, diminuendo i tempi di attacco e migliorando la sinergia tra gli agenti, tanto che è stato possibile arrivare alla compromissione di undici organizzazioni in 26 secondi. Quattro ore per passare da un ambiente di lavoro vuoto al primo attacco riuscito contro una vittima reale. In un caso, sette minuti per entrare nella rete di una scuola superiore americana e conquistare i privilegi di amministratore del dominio.

Sono numeri incredibili, scoperti da GreyNoise. Una dimostrazione tangibile di come l’AI possa cambiare la velocità e soprattutto la scala degli attacchi cyber. In questo caso, però, nessuna “autonomia”, ma una perfetta sinergia tra un cyber criminale e la tecnologia.

Un operatore umano può impiegare centinaia di agenti AI come una forza lavoro digitale capace di eseguire operazioni offensive contemporaneamente, contro un gran numero di bersagli.

Lo sfruttamento della vulnerabilità

L’indagine degli analisti è cominciata da un indirizzo IP, 45.142.193.132, che GreyNoise teneva sotto osservazione dall’inizio di luglio 2026. Quest’ultimo era già stato collegato ad attività malevole contro tecnologie esposte a Internet di Palo Alto, Ubiquiti, Citrix, SonicWall e Proxmox VE.

Come si legge nello studio pubblicato su sito della società di threat intelligence, il 31 agosto gli analisti hanno osservato che un soggetto stava utilizzando quell’infrastruttura insieme all’intelligenza artificiale. Le sue attività puntavano a sviluppare, sperimentare e poi impiegare exploit contro PaperCut NG e MF. In particolare, sfruttando due vulnerabilità identificate come CVE-2026-81578 e CVE-2026-82078.

L’operazione avrebbe tuttavia seguito un andamento inusuale. In effetti, l’attaccante ha prima costruito un proprio laboratorio contenente il software PaperCut vulnerabile e un server Active Directory. Qui ha sviluppato e testato gli exploit fino a ottenere l’esecuzione di codice da remoto e la raccolta delle credenziali.

Parallelamente, si legge sempre nel rapporto, sono state costruite le liste dei potenziali bersagli attraverso Netlas.io, un servizio che permette di individuare sistemi esposti su Internet. È dopo questa fase che entra in gioco l’elemento più significativo della vicenda. Centinaia di agenti AI. Un insieme estremamente pericoloso.

Tanto che GreyNoise ha individuato almeno 440 istanze PaperCut NG/MF compromesse, appartenenti a 395 organizzazioni identificate in 48 Paesi. Le stime, comunque, sono parziali.

Come si possono industrializzare gli attacchi

Questo studio offre un quadro importante. Negli ultimi tempi, gli hacker criminali si sono specializzati sempre di più nell’impiego di software automatici. L’AI ha introdotto una ulteriore possibilità. Quella di affidare una parte del lavoro ad agenti che cooperano, potendosi moltiplicare la portata degli obiettivi da colpire. Un singolo criminale può così, da solo, ottenere grandi risultati.

Tutto questo, spiegano gli analisti, cambia l’economia stessa del cybercrime. Una vulnerabilità pubblicata e non corretta può essere individuata, testata e sfruttata su scala mondiale. La velocità è tale che reagire tempestivamente diventa quasi impossibile, almeno prima di avere dei danni su vasta scala.

I rischi connessi alla maggiore vulnerabilità delle infrastrutture riguardano soprattutto aziende, pubbliche amministrazioni, scuole, ospedali e infrastrutture con servizi esposti direttamente su Internet. Se la finestra tra l’ingresso nella rete e la conquista dei privilegi più elevati può ridursi a cinque o sette minuti, intervenire dopo aver scoperto l’intrusione rischia di essere troppo tardi. Lo sviluppo dell’AI ha raggiunto velocità incredibili, fornendo in questo modo un supporto per le operazioni illecite.

Seguici anche sul nostro canale WhatsApp

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

L'articolo Cybersicurezza, agenti AI attaccano 395 organizzazioni in 48 Paesi sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.

📖 Leggi l'articolo completo originale:

https://www.cybersecitalia.it/cybersicurezza-agenti-ai-attaccano-395-organizzazioni-in-48-paesi/69505/ →