Secondo la Reuters, “per le autorità venezuelane l’attacco è parte di un piano più ampio degli Usa con l’obiettivo di esercitare il controllo sul suo petrolio venezuelano attraverso la forza e la pirateria“.
Un attacco cyber ha colpito PDVSA, la compagnia petrolifera statale venezuelana. La conferma è arrivata direttamente dall’agenzia, che non ha comunicato danni logistici rilevanti. Per la Reuters, però, “i suoi sistemi informatici sono sono rimasti fuori uso e c’è stata la sospensione delle consegne di carichi di greggio“.
In questi termini l’operazione ha colpito uno dei Paesi più ricchi di riserve a livello globale, già membro dell’OPEC. Immediate le accuse di Caracas nei confronti degli Usa, in un clima di tensione crescente nelle ultime settimane.
Secondo la PDVSA e il Ministero del Petrolio infatti, l’attacco è stato compiuto da “interessi stranieri in complicità con entità interne“. Quest’ultimo sarebbe “parte di un piano più ampio degli Usa con l’obiettivo di esercitare il controllo sul suo petrolio venezuelano attraverso la forza e la pirateria“.
Quali le possibili conseguenze?
Una fonte interna alla PDVSA, ha spiegato che “l’attacco cibernetico era di tipo ransomware“. L’impatto sul sistema amministrativo aziendale ha causato disservizi interni.
Sebbene la produzione di petrolio, la raffinazione e la distribuzione nazionale non abbiano risentito dell’attacco, grandi problemi avrebbero invece interessato le esportazioni. Considerando il valore che questo settore ha nell’economia venezuelana (di fatto un Paese rentiero), si capisce l’entità del danno, con proiezioni anche nel medio periodo.
Un equilibrio complesso
Negli ultimi due decenni, in Sud America, il Venezuela è stato il principale antagonista degli Usa, opponendosi alle politiche e alla visione statunitense della regione. Washington ha risposto con embarghi, sanzioni e facendo leva sugli errori macroeconomici strutturali del Governo venezuelano.
Nonostante le difficoltà logistiche, la produzione di petrolio venezuelano è tornata a crescere, raggiungendo in media 1,17 milioni di barili al giorno il mese scorso, secondo i dati ufficiali. Le esportazioni di petrolio sono aumentate fino a quota 952.000 barili al giorno, almeno fino all’operazione contro la PDVSA.
I disservizi che l’attacco informatico ha generato hanno messo di nuovo alla prova l’economia nazionale. Per questo, la comunità internazionale sta osservando l’evoluzione della situazione, visti gli eventuali nuovi sviluppi geopolitici nella regione caraibica e sudamericana.
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