Dopo le recente accuse del Primo Ministro Andy Burnham i rapporti diplomatici tra Londra e Mosca sono sempre più tesi.
Nuove tensioni tra Russia e Uk, dopo le ultime accuse del Primo Ministro di Londra Andy Burnham. Negli scorsi giorni Burnham aveva accusato Mosca di aver utilizzato “ogni mezzo a disposizione» per diffondere menzogne e disinformazione“. Contestualmente il governo britannico ha deciso che informerà le aziende della Difesa e i gestori delle infrastrutture nazionali critiche dei rischi proprio legati alla Russia.
L’iniziativa si pone in un clima di crescente preoccupazione per possibili operazioni di sabotaggio e attacchi informatici. Il ministro per la Sicurezza, Dan Jarvis incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni che operano nel settore delle infrastrutture nazionali. La ministra delle Forze armate, Louise Sandher-Jones terrà colloqui con le associazioni che rappresentano l’industria della difesa.
Il quadro, almeno da parte di Londra è comunque chiaro. Secondo il Cabinet Office britannico, “la Russia rappresenta una minaccia duratura e significativa per l’Uk e per i suoi interessi nel Mondo“. Da parte sua il Cremlino ha respinto le accuse, sostenendo che le dichiarazioni di Londra “contribuiscono ad alimentare sentimenti antirussi“.
Il nodo della sicurezza delle infrastrutture
In termini sistemici, evidenzia la Reuters, la Gran Bretagna considera quindi sempre più importante il coordinamento tra autorità pubbliche, settore della Difesa e operatori delle infrastrutture critiche. L’obiettivo è quello “di rafforzare la capacità di prevenire e fronteggiare eventuali minacce, comprese quelle condotte attraverso il cyberspazio“.
La questione si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra la Russia e diversi Paesi europei, in particolare dall’inizio della seconda fase del conflitto russo-ucraino. Negli ultimi anni l’Europa ha perciò aumentato le misure di sicurezza per proteggere reti energetiche, telecomunicazioni, sistemi digitali e altre infrastrutture considerate strategiche.
Un mese fa tre aeroporti sono finiti nel mirino dei criminali cyber, in particolare quelli di Manchester, East Midlands e London Stansted tutti del Manchester Airports Group (MAG). Sarebbero stati esposti i dati di 8,7 milioni di di clienti. I criminali hanno chiesto un riscatto, ma il Manchester Airports Group ha rifiutato di pagare.
Non ci sarebbe stata però la compromissione di nessuna informazione di carattere bancaria. Anche in quel caso si erano rincorse diverse ipotesi, a riprova della centralità delle infrastrutture e della loro gestione informatica.
“Oltre 200 incidenti cyber nell’ultimo anno“
Lo scorso giugno, analisti evidenziavano: “Nell’ultimo anno le infrastrutture nazionali critiche dell’Uk sono state colpite da oltre 200 incidenti informatici, il 75% dei quali aveva un legame con degli attori affiliati a Paesi ostili“. Il 2028 potrebbe rappresentare un punto di svolta, quando i rischi legati all’utilizzo offensivo dell’AI diventeranno pienamente concreti.
Secondo Richard Horne, vertice del National Cyber Security Centre (NCSC), Paesi come Russia, Cina e Iran stanno prendendo sempre più di mira i sistemi alla base dei servizi essenziali inglesi. Tra gli esempi di infrastrutture nazionali critiche figurano la deterrenza nucleare britannica, le centrali elettriche, gli ospedali e gli aeroporti.
“Una sfida continua con avversari capaci” per Horne, sottolineava il Guardian, che “non si limita a uno spazio ristretto“. L’NCSC, parte dell’agenzia di intelligence GCHQ, definisce un incidente informatico come un “tentativo di danneggiare, interrompere o ottenere accesso non autorizzato a sistemi informatici, reti o dispositivi“.
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