Un data leak ha rivelato una serie di pagamenti che il gruppo criminale, accusato di colpire gli studi legali statunitensi, avrebbe ricevuto.
Un data leak contro un gruppo criminale, accusato di estorsioni cyber contro importanti studi legali negli Usa, che espone online alcuni pagamenti (illeciti) ricevuti. È la storia complessa che riguarda il Silent Ransom Group (SRG). Conosciuto anche come una Luna Moth, Chatty Spider e UNC3753, il gruppo ransomware è noto per essersi specializzato in attacchi informatici, con annessa richiesta di “riscatti milionari“.
La scoperta è arrivata dopo che un soggetto – ancora sconosciuto – ha pubblicato una grande quantità di dati che sarebbero riconducibili al gruppo. Il materiale sarebbe stato diffuso attraverso un sito denominato “The Luna Moth Files”. Comprenderebbe conversazioni, documenti, presunti importi delle richieste di riscatto e decine di indirizzi di portafogli di criptovalute.
Pur essendo ancora in corso le indagini, è emerso che alcuni degli indirizzi attribuiti a SRG – che rientrano nel data breach – risultino collegati a milioni di dollari in pagamenti di ransomware estorti alle vittime.
Pagamenti milionari in criptovalute
Secondo la Reuters, che ha ripreso un’analisi di Chainalysis, alcuni degli indirizzi di criptovalute contenuti nei dati trapelati erano già sotto osservazione da parte della società prima della pubblicazione della fuga di dati. Tra questi ci sarebbe un indirizzo associato a un pagamento di 10 milioni di dollari risalente a metà del 2026.
La presenza di questi indirizzi potrebbe quindi fornire ulteriori elementi per ricostruire i flussi finanziari legati alle attività del gruppo.
Come agisce il Silent Ransom Group
L’FBI aveva lanciato un avvertimento sul gruppo già a maggio, spiegando che SRG prende di mira specifici dipendenti degli studi legali attraverso telefonate, email e, in alcuni casi, visite di persona.

L’obiettivo sarebbe ottenere l’accesso ai computer delle vittime e utilizzarlo successivamente per entrare nelle reti informatiche degli studi presi di mira. Una volta sottratti i dati, il gruppo avrebbe utilizzato la minaccia di pubblicarli per esercitare pressione sulle vittime e ottenere pagamenti milionari.
Il metodo rientra nel modello della “doppia estorsione“, in cui gli aggressori non si limitano a compromettere i sistemi informatici. Minacciano infatti anche di rendere pubblici i dati rubati qualora la vittima non paghi.
Il Silent Ransom Group è stato precedentemente oggetto di collegamento con attacchi contro importanti studi legali, tra cui Fox Rothschild e Jones Day, sempre secondo la Reuters.
Da verificare la veridicità dei dati pubblicati
Il data leak potrebbe offrire ulteriori informazioni agli investigatori sulle operazioni del gruppo. Nonché, sui rapporti con le vittime e soprattutto sui trasferimenti di criptovalute associati alle attività di estorsione.
Resta tuttavia un elemento di cautela, rimarcano gli esperti. Non c’è stata ancora una verifica indipendente dell’autenticità dell’intero archivio pubblicato online e delle informazioni al suo interno. Le analisi blockchain possono ricostruire i movimenti degli asset digitali. Tuttavia, collegare con certezza un determinato indirizzo a un gruppo criminale richiede ulteriori elementi di conferma.
La pubblicazione dei dati rappresenta comunque un potenziale elemento di rilievo. Si potrebbe intanto cominciare ad incrociare informazioni sui soggetti attaccati, sulle richieste di riscatto e sui flussi finanziari del Silent Ransom Group.
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