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UE, l’Enisa sperimenta i modelli AI open-source cinesi

UE, l’Enisa sperimenta i modelli AI open-source cinesi

L’Enisa (Agenzia dell’Unione Europea per la cybersicurezza) ha aperto alla sperimentazione e allo studio sui modelli AI open-source provenienti dalla Cina. L’ha riportato POLITICO, che ha ricevuto conferme in tal senso da tre funzionari dell’UE.

“Il Joint Research Centre sta valutando modelli open-weight disponibili al pubblico provenienti dalla Cina“, ha sottolineato il portavoce della Commissione Europea Maciej Berestecki. Ufficialmente, gli esperimenti con i modelli cinesi presso il JRC fanno parte di un progetto più ampio di studio e analisi comparata sull’AI con confronti anche su modelli statunitensi e europei.

Il tema è complesso ed è molto delicato per gli equilibri geo-economici globali, nei rapporti tra la Cina e gli Usa. I modelli open-weight sono infatti quelli i cui componenti principali sono resi pubblici. Chiunque può eseguire il modello e studiarne il funzionamento. L’approccio cinese all’AI si è orientato maggiormente verso i modelli aperti rispetto a quello degli Usa.

L’importanza di un modello europeo di AI

Se l’UE virasse effettivamente verso il primo approccio, si tratterebbe di una scelta dall’impatto notevole. L’Europa non ha infatti sviluppato “un modello europeo all’avanguardia“. Per questo, in attesa di una reale autonomia operativa in materia di AI, le organizzazioni europee, sia private che pubbliche, potrebbero trovarsi costrette a scegliere.

E la scelta resta quella tra fornitori americani o cinesi per le applicazioni avanzate di intelligenza artificiale. Da qua la strutturazione di specifiche catene del valore che potrebbero reindirizzare anche gli investimenti esteri.

In ogni caso la sicurezza e la protezione dell’AI (oggetto di dibattito dopo i casi OpenAI e Anthropic sulle operazioni “senza intervento umano“) non saranno al centro delle attività di test del JRC.

“Infrastruttura è europea“

In ogni caso, Berestecki ha precisato che il JRC non ha avviato alcuna trattativa per un “accesso su misura” o per licenze con gli sviluppatori cinesi in questione. L’esecuzione dei modelli avverrà su una “infrastruttura scientifica sicura e in loco” del centro. Al contempo, la Commissione non intende utilizzare modelli cinesi per i propri scopi.

Il progetto prevede che il JRC e l’Enisa collaborino alla creazione di una piattaforma di test per l’AI nell’ambito del recente piano d’azione dell’UE sull’AI e la sicurezza informatica. L’obiettivo è quello di rispondere alle crescenti preoccupazioni emerse dopo una serie di incidenti in cui sistemi di AI sono usciti dagli ambienti di test e hanno attaccato sistemi digitali di altre organizzazioni.

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