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Corea del Nord, 2025 da record per gli hacker di Stato. Sottratti asset digitali per 3,4 miliardi di dollari

Corea del Nord, 2025 da record per gli hacker di Stato. Sottratti asset digitali per 3,4 miliardi di dollari

Inoltre, secondo un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, nel periodo tra il 2017 e il 2023 la Corea del Nord avrebbe sottratto asset virtuali per un valore di 3 miliardi di dollari. Il tutto, “tramite 58 attacchi informatici su piattaforme di criptovaluta“.

I gruppi di hacker criminali legati alla Corea del Nord hanno rubato più criptovalute di chiunque altro nel 2025, incassando qualcosa come 2 miliardi di dollari. Questa cifra ha rappresentato un aumento del 51% rispetto all’anno precedente. La fetta di asset digitali che hanno sottratto rappresenta il 60 per cento del totale dei furti a livello mondiale, pari a circa 3,4 miliardi di dollari nel 2025“.

Questo è il quadro dell’ultimo anno da record per Pyongyang, certificato dalla società di analisi Chainalysis e ripreso dall’Avvenire. Nell’articolo, si legge, la strategia di questi gruppi è notevolmente cambiata. La nuova linea guida è quella dei “meno attacchi ma più pesanti“.

Chainalysis ha infatti evidenziato come il numero complessivo delle incursioni è calato del 74% rispetto al 2024, sebbene il loro impatto sia aumentato notevolmente. “Quando gli hacker nordcoreani colpiscono, prendono di mira grandi servizi e mirano al massimo impatto“.

Il furto contro Bybit

Il record del 2025 è dovuto soprattutto al furto massiccio di oltre 1,4 miliardi di dollari dall’exchange di criptovalute Bybit. In effetti, nonostante la mancanza di rivendicazioni ufficiali, sia l’FBI che diverse società di monitoraggio della blockchain hanno attribuito questa azione proprio alla Corea del Nord.

Ci sono state altre presunte vittime degli hacker nordcoreani nel settore nel corso degli anni. Tra queste:

  • il gioco play-to-earn Axie Infinity (625 milioni di dollari nel 2022).
  • La startup di criptovalute Harmony (100 milioni di dollari nel 2022).
  • L’exchange di criptovalute WazirX (235 milioni di dollari nel 2024).

Quale valore hanno queste operazioni?

I legami tra l’apparato statale nordcoreano e la centrale degli hacker sono noti. Le operazioni di furto di criptovalute della Corea del Nord “funzionano come un sistema di entrate strutturato e diretto dallo Stato“. Un apparato coordinato, aggiunge il quotidiano, “che combina attività informatiche, supporto di intelligence, infrastrutture di finanza illecita e partnership con facilitatori esteri”.

Il cripto-crimine sarebbe “una” voce importante delle finanze dello Stato nordcoreano, “per generare capitale su larga scala, supportare le priorità nazionali ed eludere le sanzioni internazionali”. In particolare, per sostenere il settore nucleare.

Corea Nord

Le stime delle Nazioni Unite

Sempre l’Avvenire ha riportato le stime di un gruppo di esperti delle Nazioni Unite. Secondo loro – nel periodo che va dal 2017 al 2023 – la Corea del Nord avrebbe rubato “asset virtuali per un valore di 3 miliardi di dollari tramite 58 attacchi informatici su piattaforme di criptovaluta“. L’obiettivo di queste operazioni cyber è spesso quello di ottenere risorse per aggirare le sanzioni e finanziare il programma nucleare del Paese.

Il Governo del Paese asiatico ha iniziato a sviluppare moderne capacità informatiche già a metà degli anni ’90. Da allora, esistono diversi corsi di formazione informatica presso le università di Pyongyang, all’interno di un sistema di “addestramento” che dura anni.

Investimenti sono arrivati anche nelle infrastrutture delle telecomunicazioni, sempre per massimizzare il suo potenziale informatico.

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