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Agenti AI di Cathedral bucano i server di Anthropic in meno di 12 ore

Agenti AI di Cathedral bucano i server di Anthropic in meno di 12 ore

Grazie all’accesso, che ha sfruttato software di terze parti impiegate da Anthotpic, è stato possibile individuare diverse vulnerabilità nei sistemi aziendali.

Meno di 12 ore, tanto c’è voluto affinché gli agenti AI della startup Cathedral – fondata da ex membri del DOGE – violassero i sistemi informatici di Anthropic. Lo riporta il Washington Post, secondo il quale gli analisti avrebbero sfruttato “le vulnerabilità sistemiche di software aziendali di terze parti utilizzati da Anthropic per attività amministrative, commerciali e di gestione interna“.

Successivamente hanno poi ottenuto l’accesso a diverse informazioni sensibili, su stipendi, offerte di lavoro, riunioni interne e modelli di intelligenza artificiale.

L’azienda dell’Amministratore delegato Dario Amodei ha confermato l’accesso non autorizzato “a una parte limitata dei propri sistemi” e ha spiegato di aver corretto le falle.

“Un accesso limitato” che preoccupa

Negli ultimi mesi i modelli AI di Anthropic, come Claude, sono spesso stati al centro del dibattito sui rischi per la cybersicurezza. Per questo, la stessa azienda ha promosso un programma di test che consiste nell’invitare esperti esterni – come Cathedral – a individuare vulnerabilità nei propri sistemi e a segnalarle all’azienda.

Nel caso specifico, Anthropic ha per certamente confermato l’accaduto ufficialmente. E in questo, ha precisato che gli analisti di Cathedral hanno avuto accesso a “un insieme limitato” di sistemi commerciali, delle risorse umane e informatici. Gli stessi software coinvolti sono stati disattivati e riattivati soltanto dopo che i rispettivi fornitori hanno confermato di aver risolto le vulnerabilità.

Tuttavia, la possibilità di raggiungere informazioni riservate in una delle società più importanti del settore ha riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture tecnologiche americane. Il timore, sottolinea sempre il Washington Post, “è che se vulnerabilità di questo tipo possono essere individuate da una startup appena nata, anche gruppi criminali organizzati o servizi di intelligence stranieri possano tentare operazioni analoghe“.

I timori per la Sicurezza Nazionale Usa

Insieme all’emergere, reiterato, della vulnerabilità delle terze parti, l’episodio assume particolare rilevanza per i timori degli Usa. Crescono infatti le preoccupazioni di Washington per la protezione delle tecnologie avanzate di intelligenza artificiale.

Il Governo statunitense considera infatti questi sistemi una risorsa strategica. Sia per la competitività economica, che per la Sicurezza Nazionale. E lo dimostra il fatto che sarebbero già tre agenzie federali ad aver recentemente stipulato contratti con Cathedral per attività di cybersicurezza.

Al contempo, l’Amministrazione Trump avrebbe inoltre cominciato una collaborazione con la stressa società “per simulare scenari di attacco e valutare possibili minacce legate all’AI“. Un test esterno, dunque, può essere un riferimento valido anche a livello nazionale.

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