Le ondate di attacchi informatici che stanno colpendo il Giappone spingono le aziende a intervenire con risarcimenti ai clienti e nuovi investimenti in cybersicurezza.
Un indennizzo aziendale per gli utenti colpiti da attacchi cyber, così in Giappone si tenta di rispondere ai danni informatici. Dalle piattaforme finanziarie ai servizi di mobilità, le imprese giapponesi iniziano a riconoscere indennizzi agli utenti colpiti dagli attacchi informatici.
Le ondate di attacchi informatici che stanno colpendo il Paese asiatico hanno spinto le aziende a intervenire con risarcimenti ai clienti e a definire nuovi investimenti in cybersicurezza. Le interruzioni dei servizi online e i data breach stanno alimentando le preoccupazioni sulla stabilità economica e sulla capacità operative delle stesse aziende.
Tra i casi più rilevanti, segnalano gli esperti, c’è quello di GMO Internet Group, operatore giapponese attivo nei servizi finanziari online. Il Gruppo ha annunciato indennizzi per le perdite causate da accessi non autorizzati al proprio servizio di trading valutario. L’azienda riconoscerà inoltre a tutti i clienti un pagamento di 5mila yen (pari a circa 32 dollari), come “gesto di buona volontà“.
Il caso GMO non è isolato. Park24, società che gestisce il servizio di car sharing Times, ha annunciato venerdì scorso un pagamento di 3mila yen per i clienti coinvolti in una violazione dei dati personali dello scorso mese.
Il Governo prepara misure urgenti contro gli attacchi
Oltre le aziende, sottolinea la Reuters, la risposta coinvolge anche le istituzioni, considerando che dal 1° ottobre le Forze di Autodifesa del Giappone possono lanciare attacchi informatici per colpire gli hacker criminali. Il Primo ministro Sanae Takaichi ha infatti annunciato l’intenzione di predisporre entro la settimana prossima un pacchetto straordinario di misure contro gli attacchi informatici.
Il Governo ha anche comunicato la creazione di un gruppo incaricato di simulare attacchi condotti con l’intelligenza artificiale. Si possono così individuare le vulnerabilità dei sistemi tecnologici prima che possano essere sfruttate da soggetti ostili. “È il momento che settore pubblico e privato lavorino insieme per proteggere il Giappone“, ha sottolineato Kumagai, sollecitando le autorità a intensificare le misure difensive.

In aumento gli incidenti cyber in Giappone
A preoccupare gli esperti è soprattutto la crescente automazione delle attività criminali, grazie all’AI. Secondo TrendAI, divisione della società di sicurezza informatica Trend Micro, in Giappone c’è stata la registrazione di 723 incidenti di cybersicurezza dal 1° gennaio al 20 ottobre. Si tratta di un numero superiore ai totali annuali del 2024 e del 2025.
In generale, la crescita delle segnalazioni può riflettere sia l’intensificarsi delle minacce sia una maggiore capacità di individuare e documentare incidenti che in passato sarebbero rimasti inosservati o non dichiarati.
Per le aziende, in ogni caso, rafforzare le difese informatiche comporterà degli investimenti importanti. La sfida per il Giappone sarà dunque quella rafforzare la cooperazione tra aziende e istituzioni. E, al contempo, migliorare la capacità di individuare le vulnerabilità e adeguare le difese alla velocità con cui evolvono le tecniche di attacco. Una necessità, come evidenziato, resa ancora più urgente dall’impiego dell’AI.
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