A sole due settimane da Argon, Google lancia Gemini 4 Carbon, “il modello più potente in assoluto”, che adesso dovrà superare i test di sicurezza e le valutazioni del Governo Usa.
“Il modello più potente del momento in assoluto“, così i benchmark hanno definito Gemini 4 Carbon, il nuovo modello AI di Google e “il più sicuro per la cyber”, a sole due settimane da Argon. Dopo aver atteso i rivali, l’azienda adesso si prepara ad ulteriori lanci. Su tutti, Carbon si colloca al primo posto nella versione 5.0, recentemente aggiornata, dell’Artificial Analysis Intelligence Index con un punteggio di 59.
Al netto delle sue risposte, Gemini 4 Carbon non è comunque ancora disponibile sul mercato, visto che dovrà sostenere importanti test di cybersicurezza e ottenere la validazione da parte del Governo Usa. Secondo la stessa multinazionale con base a Mountain View, il modello introduce miglioramenti significativi anche nella programmazione, nei flussi di lavoro autonomi e nei meccanismi di sicurezza.
Prestazioni in crescita e programmazione più avanzata
Il sistema è progettato per affrontare attività ingegneristiche complesse e di lunga durata, mantenendo la continuità operativa anche di fronte a ostacoli e tentativi falliti. Da quanto è emerso nei test interni, Carbon è riuscito a lavorare per giorni su problemi articolati. Tra questi, “l’individuazione delle cause di bug difficili da identificare e la loro correzione all’interno di grandi basi di codice e sistemi a basso livello“.
I miglioramenti riguardano anche lo sviluppo web full-stack, le attività scientifiche, il ragionamento e la comprensione multimodale. Nel benchmark WebDev Arena, Carbon ha guadagnato 89 punti Elo, raggiungendo il quarto posto con un punteggio pari a 1.768.
Risultati di primo piano nei benchmark anche sulla cybersicurezza
Uno degli aspetti più rilevanti di Carbon, sottolinea Google è il potenziamento delle capacità di difesa informatica. Il modello mostra prestazioni elevate lungo l’intero ciclo della sicurezza del software. Dall’individuazione delle vulnerabilità, alla verifica della loro effettiva sfruttabilità fino alla correzione delle cause alla radice.
I risultati dichiarati nei benchmark esterni, valutati senza l’applicazione delle protezioni di sicurezza del modello, comprendono:
- SEC-bench Pro: 88,2%. Carbon individua autonomamente vulnerabilità complesse presenti in software reali.
- ExploitGym: 54,8%. Il modello verifica la possibilità di sfruttare le vulnerabilità, aiutando a distinguere i rischi effettivi da quelli teorici.
- CWE-bench: 71,0%. Carbon genera correzioni software funzionanti per risolvere le cause delle vulnerabilità individuate.
Queste capacità possono contribuire a rendere più efficiente il lavoro dei gruppi di lavoro di sicurezza, consentendo di individuare i problemi, valutarne la gravità e intervenire con maggiore precisione.
Meccanismi di allineamento e controllo del comportamento del modello più forti
Parallelamente al miglioramento delle capacità tecniche, Google ha affermato di aver rafforzato i meccanismi di allineamento e controllo del comportamento del modello.
Tra i risultati dichiarati figurano:
- Meno tentativi di aggirare i test. Su Terminal-Bench 4.0, i casi di cheating riuscito sono scesi allo 0%, mentre i tentativi sono diminuiti allo 0,4%, senza compromettere l’accuratezza complessiva.
- Riduzione dei segnali di disallineamento. Negli ambienti di programmazione utilizzati dai team interni, gli avvisi di disallineamento ad alta gravità sono diminuiti di quasi l’80%.
- Maggiore trasparenza. I test interni indicano una riduzione di circa due volte delle affermazioni non supportate da prove rispetto ad Argon. Il modello tende a esplicitare i limiti metodologici e le informazioni mancanti, anziché presentare come certe conclusioni non verificate.
- Migliore gestione dell’ambiguità. In presenza di informazioni incomplete o contraddittorie, Carbon cerca le fonti pertinenti e segnala le discrepanze prima di procedere.
- Maggiore rispetto dei vincoli. L’azienda dichiara una riduzione del 26% dei comportamenti che eccedono l’ambito autorizzato e del 29% dei casi in cui il modello svolge meno attività di quelle richieste.
- Resistenza agli attacchi di prompt injection. Nel benchmark Gray Swan dedicato agli attacchi indiretti, il tasso di successo degli attacchi valutati è sceso dallo 0,7% di Argon allo 0% di Carbon.
Il modello mantiene inoltre un’architettura di sicurezza multilivello. La quale, combina addestramento specifico, difese contro gli usi impropri in tempo reale, resistenza alla prompt injection e monitoraggio del ragionamento.
Prezzi e disponibilità
Google prevede di lanciare Gemini 4 Carbon allo stesso prezzo introduttivo di Argon:
- Token di input, 2 dollari per milione.
- Token di output, 10 dollari per milione.
- Token di input memorizzati nella cache, con sconto del 95% rispetto al prezzo standard degli input.
Nonostante i risultati dichiarati, Google ha scelto un approccio prudente al rilascio. A partire dalla settimana dell’annuncio, Carbon sarà reso disponibile a un gruppo selezionato di professionisti della difesa informatica. L’accesso verrà poi esteso progressivamente ad altri partner considerati affidabili attraverso il programma Fairwind. Ci saranno poi i test del Governo Usa.
L’obiettivo è raccogliere riscontri reali e perfezionare le misure di protezione prima di rendere il sistema disponibile a sviluppatori, imprese e consumatori attraverso i prodotti della società. “L’accesso sarà inizialmente limitato ai difensori informatici selezionati, per poi estendersi gradualmente ad altri soggetti e, successivamente, agli utenti dei prodotti aziendali“, ha specificato la stessa Google.
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