Gli scenari per la cyber britannica si preannunciano particolarmente complessi, con rischi per il ‘Sistema Paese’ Uk potenzialmente su vasta scala.
“Un attacco cyber AI in Uk contro le infrastrutture critiche entro due anni“, questo l’allarme del National Cyber Security Centre (NCSC) – che fa capo all’agenzia di intelligence GCHQ – nel suo ultimo State of the Cyber Nation.
Le principali minacce sarebbero campagne ransomware, ingegneria sociale e sfruttamento delle vulnerabilità. Per questo, il Governo di Londra investirà 130 milioni di sterline per rafforzare le capacità di Difesa cyber del Paese.
Le nuove tecnologie, infatti, potrebbero portare alla luce vulnerabilità, carenze strutturali e anni di insufficienti investimenti nella cybersecurity con una velocità e una dimensione senza precedenti.
Più investimenti nella Difesa cyber
Lo State of the Cyber Nation è arrivato in una fase in cui il Governo britannico sta intensificando gli interventi a tutela della Sicurezza Nazionale e della resilienza delle infrastrutture strategiche.
Diverse le iniziative di carattere normativo. Tra queste, il Cyber Security and Resilience Bill e il prossimo National Cyber Action Plan. Sono tutti strumenti che servono all’Amministrazione per rafforzare le proprie difese informatiche, contrastare le attività ostili di Paesi stranieri, garantire la continuità dei servizi essenziali e proteggere la popolazione.
Un ulteriore impulso agli investimenti è arrivato la scorsa settimana, quando il Cancelliere dello Scacchiere John Healey ha annunciato nuovi finanziamenti destinati a sviluppare capacità avanzate di Difesa basate sull’AI.
Il piano comprende tre interventi principali:
- 60 milioni di sterline per sviluppare la prima fase di un sistema nazionale denominato Cyber Shield. Il quale dovrà rafforzare le capacità di protezione informatica del Paese.
- 70 milioni di sterline per la creazione del National Exposure and Real-Time Vulnerability (NERV) Centre. Si tratta di un nuovo centro incaricato di individuare le vulnerabilità presenti nelle infrastrutture critiche e nel sistema economico britannico.
- Un nuovo AI Cyber Security Centre of Excellence a Manchester, gestito dal National Cyber Security Centre. Per quest’ultimo, l’obiettivo è di sviluppare competenze di eccellenza internazionale nella sicurezza dell’intelligenza artificiale all’interno della pubblica amministrazione.
“Anticipare gli attacchi, non limitarsi a reagire“
Dallo State of the Cyber Nation emerge un messaggio chiaro, sottolineano gli analisti. L’AI sta modificando gli equilibri della cybersecurity e potrebbe offrire ai criminali informatici strumenti sempre più efficaci per condurre operazioni su larga scala. La capacità di automatizzare e potenziare le attività malevole rischia di rendere più rapidi e complessi gli attacchi contro organizzazioni pubbliche, aziende e infrastrutture strategiche.
Per Londra, però, “la priorità sarà quindi costruire un modello di sicurezza capace di anticipare le minacce, identificare tempestivamente le vulnerabilità e garantire la continuità dei servizi essenziali“.
La sfida non riguarda soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma anche il superamento delle debolezze strutturali già presenti nei sistemi informatici. Gli investimenti devono esser veloci e mirati.
Richard Horne (CEO, NCSC): “Le vulnerabilità da troppo tollerate possono ora essere individuate e sfruttate in un tempo inimmaginabile“
Richard Horne, Amministratore delegato del Centro, ha rimarcato i margini di pericolosità della situazione. In questi termini: “Nei prossimi mesi, ci troviamo di fronte alla concreta prospettiva di un aumento senza precedenti del numero di incidenti informatici. Ma dobbiamo essere chiari. Ciò non è dovuto al fatto che l’AI abbia inventato nuovi modi per attaccarci, bensì al fatto che le vulnerabilità tollerate per troppo tempo si possono ora individuare e sfruttare su scala, in un tempo inimmaginabile“.
E ancora: “Per decenni, abbiamo collettivamente fatto finta di niente, puntando su soluzioni tecnologiche a basso costo. Possiamo diventare una nazione in cui i vertici di tutte le organizzazioni scelgano attivamente di investire con urgenza. E in cui tutte le organizzazioni facciano della sicurezza e della resilienza un requisito fondamentale, non un ripensamento. Il risultato collettivo sarebbe una fonte di forza nazionale duratura per tutti noi“.
Per approfondire
- Leggi l’ultimo State of the Cyber Nation in PDF.
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