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Attacco cyber contro Coupang, arrivano le scuse ufficiali, ma le aziende Telco della Corea del Sud sono sempre più vulnerabili

Attacco cyber contro Coupang, arrivano le scuse ufficiali, ma le aziende Telco della Corea del Sud sono sempre più vulnerabili

Protagonista di uno dei più grandi attacchi cyber della Corea del Sud, il fondatore di Coupang Kim Bom ha rivolto delle “scuse ufficiali” ai suoi clienti.

Le scuse ufficiali di Kim Bom, il fondatore di Coupang (la piattaforma di e-commerce più popolare in Corea del Sud) non basteranno ad eludere il tema principale. Le grandi aziende Telco con sede a Seoul non sono sicure e il 2025 l’ha dimostrato a più riprese.

La fuga di dati ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e sollevato preoccupazioni – anche a livello istituzionale – sulla gestione delle informazioni personali degli utenti. Oltre alle scuse, Kim Bom ha promesso nuovi investimenti e riforme interne con l’obiettivo di “rafforzare la sicurezza informatica e prevenire futuri episodi simili“.

La CNBC ha scritto che l’azienda “offrirà un risarcimento pari a 1,69 trilioni di won sudcoreani (1,17 miliardi di dollari) ai 34 milioni di utenti colpiti dalla massiccia violazione di dati“. Ai clienti saranno dati “buoni acquisto per un valore complessivo di 50.000 won da utilizzare per vari servizi Coupang“.

L’attacco cyber contro Coupang

Coupang aveva reso noto, circa un mese fa, di aver subìto un attacco cyber su vasta scala. L’operazione si era tradotta nella pubblicazione dei dati personali di oltre 33 milioni di clienti.

A rendere ancora più grave il fatto, dalle indagini della Polizia era emerso che la violazione dei server sarebbe cominciata il precedente 24 giugno. Tuttavia, aveva riportato la Reuters, “l’azienda non è venuta a conoscenza del problema fino al 18 novembre“.

I limiti delle Telco in Corea del Sud

Kang Hoon-sik, capo di gabinetto del presidente sudcoreano Lee Jae Myung, aveva affermato nel merito che i quattro principali incidenti cyber dal 2021 hanno tutti evidenziato le “lacune strutturali”. In particolare “nella protezione dei dati personali in Corea del Sud“.

Negli ultimi mesi, la Corea del Sud è stata spesso al centro delle cronache per attacchi interni di hacker criminali. La violazione dei server di Coupang, di fatto, è avvenuta contemporaneamente a quella contro LG Uplus.

Ad agosto, poi, il più grande operatore di telefonia mobile del Paese, SK Telecom, aveva ricevuto una multa di 134 miliardi di won (96,53 milioni di dollari) dopo un altro attacco informatico. In quel caso, c’era stata una fuga di dati di quasi 27 milioni di utenti.

Più in generale, gli analisti hanno segnalato come tutte queste operazioni abbiano interessato i comparti nevralgici del ‘Sistema Paese’ sudcoreano. Ossia:

  • le telecomunicazioni.
  • Le società di carte di credito.
  • Le startup tecnologiche.
  • Varie agenzie governative.

Come migliorare i sistemi nazionali

Mentre Seoul continua ad accusare la Cina e la Corea del Nord, diversi esperti hanno segnalato come i problemi restino fondamentalmente due. Il primo luogo, un sistema di sicurezza informatica che è frammentato e non centralizzato, dunque non unitario. Si è registrata inoltre la carenza di tecnici. Da qui, la moltiplicazione delle opportunità per i cyber criminali, con risposte spesso poco tempestive.

Per questo, lo stesso Kang aveva affermato che l’incidente cyber contro Coupang, “dovrebbe essere un’opportunità per migliorare il sistema di risarcimento punitivo“. Nell’occasione, infatti, “la sua applicazione non sarebbe avvenuta in modo tale da impedire una compromissione massiccia dei dati“.

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