Cina, Stati Uniti e alleati investono in droni subacquei, ridefinendo gli equilibri strategici della regione.
L’area dell’Indo-Pacifico rappresenta uno degli spazi più rilevanti a livello mondiale. Si tratta di quello spazio compreso tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico occidentale, teatro per eccellenza della competizione tra Cina e Usa, fulcro delle dinamiche geopolitiche contemporanee e area fondamentale per la stabilità e la sicurezza internazionale.
Chi sono gli attori principali?
Molteplici sono le potenze che stanno cercando di ritagliarsi un ruolo in quest’area, facendo un salto di qualità nel settore dei droni subacquei. È chiaro ormai quanto il dominio Underwater sia cruciale, e puntare allo sviluppo di sistemi autonomi rappresenta un vantaggio strategico grazie al basso costo, alla riduzione dei rischi per il personale umano e ai benefici operativi in un ambiente ostile come quello sottomarino.
Dopo i primi sviluppi della Cina, un numero sempre più consistente di attori regionali sta seguendo questo esempio, dando vita a una nuova tendenza nella regione con il potenziale di trasformare radicalmente tutte le strategie di sicurezza nell’area. Australia, Corea del Sud, Filippine, Giappone e India riconoscono il potenziale di questi nuovi sistemi, che spaziano dalla mappatura dei fondali alla sorveglianza, dal monitoraggio delle profondità alla neutralizzazione di obiettivi specifici.
Come si stanno muovendo?
Proprio la Cina, a inizio anno ha condotto un test di un drone subacqueo di sorveglianza. Denominato “Feiyi” e ispirato ai pesci volanti, il drone è capace di adattarsi e passare rapidamente dall’ambiente marino a quello aereo, e rientrare agilmente a bordo di un sottomarino.
In questi giorni, poi, Pechino è impegnata nella costruzione dei più grandi droni subacquei al mondo, delle dimensioni di sottomarini tradizionali ma senza equipaggio (i droni XLUUV e XXLUUV). Lo sviluppo di capacità tali sembra avere un duplice scopo: da un lato contrastare gli Usa nel Pacifico e nell’Oceano Indiano, dall’altro aumentare la minaccia verso le infrastrutture sottomarine critiche, come i cavi, in vista di un possibile blocco di Taiwan.
Altamente preoccupati dalle tecnologie subacquee in mano alla Cina, gli alleati degli Usa nella regione cercano di colmare il divario tecnologico con Pechino. Giappone e Corea del Sud stanno anch’essi investendo nello sviluppo di sistemi subacquei senza equipaggio.
Nel 2023, il Giappone, tramite la sua Acquisition, Technology & Logistics Agency (ATLA), ha presentato a sua volta un progetto per la costruzione del proprio drone XLUUV, progettato appositamente per operare autonomamente per lunghi periodi.
Parallelamente, la Corea del Sud ha avviato una collaborazione con gli Usa volta a sviluppare sciami di droni subacquei autonomi, simili a siluri, da destinare alla U.S. Navy e potenzialmente schierabili nel Mar Cinese Meridionale a protezione di Taiwan e in funzione anti-cinese.
Direttrici oceaniche
Intanto, anche l’India sta dimostrando di voler affermare la propria influenza nell’Oceano Indiano, incrementando gli investimenti nel settore delle tecnologie subacquee, in uno scenario di competizione con la Cina. Nel corso degli ultimi due anni, Nuova Delhi ha effettuato una serie di test riguardanti tre diverse tipologie di droni subacquei: gli High Endurance Autonomous Underwater Vehicle (HEAUV), i Man-Portable Autonomous Underwater Vehicles (MP-AUV) e i Vamana AUV.
Infine, l’Australia ha recentemente annunciato di aver stanziato 1.7 miliardi di dollari australiani (circa 1.1 miliardi di dollari statunitensi) per l’acquisizione di una flotta di droni sottomarini autonomi, noti come Ghost Shark. Nati principalmente per missioni di intelligence e sorveglianza, possono anche essere impiegati in operazioni d’attacco. Occorre poi notare che Canberra è membro del Dialogo quadrilaterale di sicurezza (QSD) insieme a Giappone, India e Usa, il cui scopo è il contenimento dell’espansionismo cinese nell’Indo-Pacifico, e ha siglato il patto di sicurezza trilaterale AUKUS con Washington e Londra.
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L'articolo Una nuova corsa ai droni subacquei è in atto nell’Indo-Pacifico. Non solo sfida Usa-Cina sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
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