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La spinta di PaaS e Zero Trust per la sicurezza OT/IoT: perché il modello “a perimetro” non funziona più

La spinta di PaaS e Zero Trust per la sicurezza OT/IoT: perché il modello “a perimetro” non funziona più

“La convergenza IT/OT ha aperto le porte del contesto industriale al mondo digitale”, ha detto Danilo Gubinelli, Cybersecurity Presale Specialist di Sielte. “Le nostre soluzioni di sicurezza non si limitano a chiuderle, ma integrano un sistema di difesa intelligente e stratificato che garantisce visibilità, segmentazione e controllo Zero Trust, assicurando la continuità operativa in un’era di rischi crescenti”.

La convergenza tra reti IT e OT (Operational Technology) sta cambiando in profondità il modo in cui vengono protette le infrastrutture critiche. Nella stessa rete coesistono sistemi industriali come ICS, SCADA e DCS insieme a dispositivi Internet of Things (IoT) e IIoT spesso legacy, nati per essere affidabili, non per essere sicuri.

In questo scenario la cybersecurity OT/IoT non è più una questione di compliance: è un elemento essenziale per garantire continuità operativa. Un attacco può fermare una linea produttiva, bloccare un ospedale o creare disservizi in reti energetiche e trasporti. La priorità diventa la disponibilità dei servizi e la sicurezza fisica, non solo la riservatezza dei dati.

Perché il modello a perimetro non funziona più

Per anni l’industria ha fatto leva sull’isolamento fisico e su firewall tradizionali. Con Industria 4.0, accessi remoti, cloud e 5G questo approccio non regge più. I sistemi OT utilizzano protocolli proprietari e sistemi operativi obsoleti, difficili da aggiornare; gli impianti sono sempre più integrati con MES, ERP e servizi cloud; e VPN o desktop remoti attivati in emergenza diventano un varco ideale per gli attaccanti. Non basta replicare l’IT in fabbrica: serve un modello progettato per contesti in cui il downtime è la minaccia principale.

La direzione: una piattaforma PaaS pensata per l’OT

Il settore sta convergendo verso piattaforme di sicurezza dedicate all’OT, erogate come Platform as a Service (PaaS) e gestite via cloud. L’obiettivo è superare il mosaico di soluzioni distribuite e passare a un’architettura unica capace di proteggere stabilimenti, data center, edge e reti 5G private.

Il primo pilastro è la visibilità: la scoperta passiva degli asset OT/IoT/IIoT evita di interferire con sistemi sensibili e, con il supporto di machine learning e telemetria condivisa, permette di identificare anche dispositivi mai visti prima e assegnare loro un profilo di rischio.

Il secondo è Zero Trust con micro-segmentazione: i firewall di nuova generazione riconoscono i protocolli industriali fino alle singole funzioni, consentendo politiche a privilegio minimo, segmentazione coerente con ISA/IEC 62443 e una riduzione drastica del movimento laterale. Il terzo è il virtual patching: dove aggiornare non è possibile, IDS/IPS e sandboxing proteggono vulnerabilità note e individuano anomalie nel traffico ICS.

Accesso remoto sicuro: andare oltre le VPN

La manutenzione da remoto è ormai indispensabile, ma resta uno dei vettori più utilizzati negli attacchi OT. I nuovi modelli di Secure Remote Access spostano la logica verso connessioni outbound avviate dall’impianto, evitando aperture sui firewall interni. L’accesso è controllato per utente, protocollo, asset e finestra temporale, con integrazione MFA e privilegi minimi. La protezione si estende anche ai laptop e tablet utilizzati sul campo, garantendo un accesso just-in-time molto più difficile da compromettere rispetto alle VPN tradizionali.

Un’unica architettura per IT, OT, edge e 5G

La convergenza è completa quando un’unica piattaforma governa firewall rugged negli impianti, appliance virtuali in data center e cloud, nodi edge e reti 5G/LTE private. Da un pannello cloud vengono gestite le policy e raccolta la telemetria da tutti i livelli del modello Purdue. Un SOC OT ready può così correlare eventi IT e OT, integrarli con threat intelligence industriale e ridurre falsi positivi e tempi di risposta.

Impatto nei settori critici

Il modello PaaS e Zero Trust ha applicazioni dirette in diversi ambiti. Nella sanità e IoMT permette visibilità sui dispositivi medicali connessi, segmentazione degli asset critici e isolamento rapido degli apparati sospetti senza interrompere l’attività clinica.

Nel settore energia e utilities protegge smart grid, sottostazioni, sistemi SCADA e celle OT, riducendo il rischio di blackout e incidenti ambientali. Nel manifatturiero difende linee automatizzate, PLC e canali di manutenzione remota con benefici immediati su produttività e qualità. Nei trasporti rafforza sistemi ferroviari, aeroportuali e flotte connesse attraverso un monitoraggio continuo delle comunicazioni e dei dispositivi in campo.

Il ruolo del partner e il tema del ROI

Tecnologie di questa complessità richiedono integrazione e governance, non la semplice fornitura di firewall o servizi cloud. Serve un partner in grado di supportare le organizzazioni dall’assessment alla gestione continuativa.

In questo contesto Sielte mette a disposizione competenze specifiche sul mondo OT/IoT e sulla convergenza con l’IT, offrendo mappatura del rischio in ottica NIS2 e IEC 62443, progettazione di architetture Zero Trust e un servizio di monitoraggio continuo convergente IT/OT attivo H24 per detection e remediation.

“La convergenza IT/OT ha aperto le porte del contesto industriale al mondo digitale”, ha detto Danilo Gubinelli, Cybersecurity Presale Specialist di Sielte. “Le nostre soluzioni di sicurezza non si limitano a chiuderle, ma integrano un sistema di difesa intelligente e stratificato che garantisce visibilità, segmentazione e controllo Zero Trust, assicurando la continuità operativa in un’era di rischi crescenti”, ha concluso.

Le analisi di settore indicano come soluzioni integrate basate su piattaforma possano garantire ritorni fino al 325%, grazie alla riduzione del downtime, alla semplificazione delle attività di gestione e alla prevenzione di incidenti con impatti economici, regolatori e reputazionali.

Verso un nuovo equilibrio

La cybersecurity OT/IoT è ormai il terreno su cui si misura la capacità di proteggere infrastrutture critiche e impianti industriali. Restare ancorati al modello a perimetro significa aumentare il rischio di fermi impianto e danni fisici.

Una sicurezza OT moderna e integrata è un investimento strategico che consente di trasformare la protezione in un elemento di resilienza e vantaggio competitivo. Con un partner come Sielte e tecnologie adeguate, l’evoluzione verso Industry 4.0, edge e 5G può avvenire garantendo disponibilità e sicurezza.

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