Negli Usa tiene banco il caso di Nicholas Moore, hacker criminale dichiaratosi colpevole di attacchi cyber plurimi, tra cui quelli contro la Corte Suprema.
Condurre un attacco cyber contro la Corte Suprema Usa e poi pubblicare i dati rubati su Instagram? Sembrerebbe finzione ma è il caso di Nicholas Moore, 24 anni, residente a Springfield, Tennessee.
Moore, due settimane fa, si è si è dichiarato colpevole di aver violato ripetutamente il sistema elettronico di deposito documenti della Corte Suprema Usa.
Non solo. L’hacker criminale ha pubblicato sul web i dati personali di diverse vittime dei suoi attacchi informatici (non solo contro la Corte) sul proprio account Instagram, @ihackthegovernment.
Non solo la Corte Suprema
Venerdì scorso, con il deposito di un nuovo documento in tribunale sono emersi nuovi dettali. Secondo quanto ha riportato TechCrunch, Moore non si sarebbe limitato ad attaccare i sistemi della Corte Suprema. Il tutto, mentre gli Usa sono sempre al centro di nuove vicende di cyberspionaggio internazionale.
Avrebbe infatti anche violato anche la rete di AmeriCorps, un’agenzia governativa che gestisce programmi di volontariato retribuito. Colpiti, inoltre, anche i sistemi del Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA), il soggetto responsabile dell’assistenza sanitaria e del welfare per i veterani militari.
Moore avrebbe ottenuto l’accesso utilizzando credenziali rubate appartenenti a utenti regolarmente autorizzati. Una volta entrato negli account delle vittime, avrebbe sottratto dati personali sensibili, pubblicandone una parte sul suo profilo Instagram.
Quali dati sono stati pubblicati
Nel caso della vittima della Corte Suprema – le cui iniziali di identificazione sono GS – Moore ha pubblicato il nome e i documenti di deposito elettronico attuali e passati.
Segnatamente alle altre istituzioni Usa, per la vittima di AmeriCorps – identificata come SM – l’hacker criminale ha dichiarato di avere diffuso online informazioni estremamente sensibili. Tra queste, nome, data di nascita, indirizzo email, indirizzo di casa, numero di telefono, stato di cittadinanza, status di veterano, storia di servizio. Non ultime, le quattro cifre conclusive del numero di previdenza sociale.
Infine, per quanto riguarda il Dipartimento degli Affari dei Veterani, la vittima – HW – ha visto la diffusione delle proprie informazioni sanitarie personali. Moore avrebbe inviato a un suo collaboratore uno screenshot del suo account MyHealtheVet, mostrando sia l’identità della persona sia i farmaci prescritti.
Secondo i documenti del tribunale, Nicholas Moore rischia una pena massima di un anno di carcere e una multa fino a 100mila dollari.
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