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Consiglio Supremo di Difesa: “Attivare nuovi strumenti contro le minacce ibride di Mosca”

Consiglio Supremo di Difesa: “Attivare nuovi strumenti contro le minacce ibride di Mosca”

Il Consiglio ha condiviso la necessità “di mantenere alta la vigilanza sulla tutela delle infrastrutture critiche nazionali, nella difesa contro gli attacchi cyber e nella dimensione cognitiva“.

Per la sicurezza dell’Europa e dell’Italia, nonché per l’integrità dei processi democratici, la minaccia ibrida proveniente dalla Russia è oggi la sfida principale“. È quanto emerge dall’ultimo Consiglio Supremo di Difesa che si è tenuto ieri al Palazzo del Quirinale, presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Alla riunione hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della difesa, Guido Crosetto; il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

Hanno inoltre presenziato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti. Con loro, anche il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.

Le principali vulnerabilità per l’Italia

Più in generale, il Consiglio ha evidenziato i gravi rischi di una minaccia in continuo incremento. Una minaccia, quest’ultima, che è basata “sulla pervasività e diffusione di attività offensive fondate sulla velocità, sul volume e sull’ubiquità della tecnologia digitale, nonché sull’impiego malevolo dell’AI“.

Grandi preoccupazioni sono inoltre state espresse “per la manipolazione dello spazio cognitivo“. Una manipolazione che può sfruttare “campagne di disinformazione, interferenze nei processi democratici, costruzione di narrazioni polarizzanti e sfruttamento delle piattaforme digitali“. L’obiettivo, in questo senso, è quello di indebolire la fiducia nelle istituzioni e minare la coesione sociale.

Allo spazio cognitivo si affiancano le operazioni cyber. Gli attacchi informatici possono avere come obiettivo “le infrastrutture critiche, reti sanitarie, sistemi finanziari e piattaforme logistiche“, con il fine di “causare interruzioni, ritardi, frizioni e sfiducia sistemica“.

In questi termini, il Consiglio ha condiviso la necessità, “sottolineata anche in ambito europeo e dell’Alleanza Atlantica“, di mantenere alta la vigilanza sulle infrastrutture critiche nazionali. Nella loro tutela, in effetti, si trova anche la difesa contro gli attacchi cyber e l’operatività nella dimensione cognitiva.

Alle dimensioni tradizionalmente note si è rimarcato e affiancato il valore che hanno oggi il dominio spazio e la dimensione subacquea. Sono infatti “due ambiti la cui importanza va crescendo in modo esponenziale“. L’insieme di queste minacce rappresenta “una sfida alla quale occorre reagire con necessaria tempestività e capacità, anche attraverso la definizione di nuovi strumenti“.

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