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Spyware, l’Alta Corte spagnola chiude le indagini su Pegasus: “Mancata cooperazione da Israele”

Spyware, l’Alta Corte spagnola chiude le indagini su Pegasus: “Mancata cooperazione da Israele”

Nuova chiusura delle indagini da parte della magistratura spagnola. La decisione è stata motivata dalla mancanza di collaborazione da parte delle autorità israeliane.

L’Alta Corte spagnola ha annunciato giovedì scorso la chiusura dell’indagine sull’uso dello spyware di cybersorveglianza Pegasus. Il software, il cui sviluppo appartiene alla società israeliana NSO Group, è al centro del dibattito e delle critiche per il suo impiego in operazioni di spionaggio. Non solo in Spagna, ma in tutta Europa.

La motivazione ufficiale della magistratura iberica è stata “la mancanza di collaborazione da parte delle autorità israeliane“. L’avvio dell’inchiesta risaliva al 2022, dopo che il Governo spagnolo aveva rivelato l’utilizzo dello spyware per intercettare e violare comunicazioni di alcuni membri dell’esecutivo.

La vicenda aveva innescato una grave crisi politica, culminata con le dimissioni del capo dei servizi segreti spagnoli. Tra i bersagli dello spionaggio figuravano il Primo ministro Pedro Sánchez e diversi ministri. Le autorità nazionali non hanno comunque mai chiarito se dietro l’operazione vi fossero soggetti interni o potenze straniere.

Oltre la cooperazione tra Paesi

Secondo la Reuters, il giudice istruttore José Luis Calama ha spiegato: “Non è stato possibile portare avanti l’indagine. La causa è stata l’assenza di risposte alle richieste di informazioni inviate a Israele, circostanza che ha impedito l’identificazione di un sospetto concreto“.

Dal canto suo, NSO Group ha sempre respinto ogni accusa. Anzi, ha sostenuto che l’impiego di Pegasus, per i Governi, è subordinato alla concessione di una licenza specifica. Licenza che arriva previa autorizzazione delle autorità israeliane, “con l’obiettivo di combattere il crimine e tutelare la sicurezza nazionale“.

L’azienda israeliana, inoltre, ha affermato di non avere alcun controllo sull’uso operativo del software. Anche il Governo di Tel Aviv ha ribadito che il proprio ruolo si limita al rilascio delle licenze di esportazione e non riguarda le operazioni quotidiane.

Il precedente

Rispetto all’archiviazione c’era un precedente, visto che il giudice Calama aveva già chiuso il caso nel 2023 per le stesse ragioni.

Tuttavia, nel 2024 c’era stata la riapertura dell’istruttoria, dopo che la Francia aveva condiviso nuovi elementi emersi dalla propria indagine sull’uso di Pegasus nel 2021. Proprio in quell’anno, lo spyware avrebbe preso di mira giornalisti, avvocati, personaggi pubblici e funzionari governativi francesi.

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