SUBCO costruirà il cavo sottomarino che, collegando Australia e Usa, diventerà il più lungo al mondo e il primo di proprietà sovrana australiana.
Lo sviluppatore e operatore leader di cavi sottomarini avente sede a Brisbane in Australia, SUBCO, ha annunciato un ambizioso nuovo progetto di un cavo per collegare gli Usa all’Australia.
Di cosa si tratta?
APX East è il nuovo sistema di cavi sottomarini con il quale si intende collegare l’Australia direttamente alla terraferma degli Stati Uniti. Il lancio è previsto per il quarto trimestre del 2028 e vede un investimento di circa 500 milioni di dollari statunitensi (corrispondenti a 747 milioni di dollari australiani).
Secondo il progetto, il cavo si estenderà da Sydney a San Diego e sarà uno dei cavi subacquei continui più lunghi del mondo. Segnerà anche un ulteriore primato, poiché sarà il primo cavo ad approdare nella nuova area attualmente in costruzione a nord di Sydney.
Si tratterà, inoltre, del primo collegamento sottomarino “express” tra i due Paesi che non richiederà rigenerazione ottica, potendo essere alimentato da un’unica estremità lungo tutta la lunghezza del sistema.
Infatti, APX Est sarà costituito da 16 coppie di fibre e non utilizzerà punti di approdo intermedi né interconnessioni con altri sistemi. SUBCO lo ha per questo definito come il “percorso ottico sottomarino più lungo al mondo”.
Perché questo collegamento?
APX Est è stato progettato specificamente per rispondere all’elevata domanda generata dalla rapida crescita dell’industria dell’AI in Australia. Il principale fattore limitante che si è riscontrato è proprio quello delle scarse capacità di trasmissione dati a livello internazionale.
Bevan Slattery, fondatore e Co-CEO di SUBCO, ha sottolineato come, nelle discussioni sul futuro dell’AI in Australia, si trascuri il vero elemento critico: “Non saranno l’energia, i terreni, i data center o i chip, ma la connettività internazionale su scala AI. APX Est sarà un fattore cruciale che permetterà all’Australia di affermarsi come leader mondiali dell’intelligenza artificiale”.
Il progetto rappresenta una risposta diretta a una necessità ben quantificata. Si è stimato che, entro il 2028, gli hyperscaler e i new cloud prevedano di installare in Australia AI Factories con una potenza complessiva di 3 GW. SUBCO stima inoltre che queste richiederanno tra i 75 e i 150 Terabit al secondo (Tbps) di capacità per poter operare a livello internazionale.
Proprio per soddisfare l’ingente domanda, il sistema si costruirà ricorrendo ad un calendario accelerato, poiché un completamento più lento rischierebbe di arrivare troppo tardi.
Qual è il valore strategico?
Oltre alla rilevanza tecnologica, il cavo riveste un’importanza anche strategica a livello nazionale. SUBCO lo ha qualificato come il “primo hypercable internazionale di proprietà sovrana dell’Australia”.
In questo modo, si ridurrà la dipendenza del Paese dalle infrastrutture per l’esportazione di dati critici controllate da hyperscaler statunitensi.
Oltre a ciò, il piano del progetto prevede anche possibili diramazioni future, in particolare verso le Hawaii, alla fine del 2029, e verso le Fiji. Queste mete sarebbero assolutamente opzionali e non necessarie per il funzionamento del sistema principale, ma offrirebbero maggiore diversificazione dei percorsi e incrementerebbe la resilienza.
Infine, posizionando il punto di approdo a nord dell’attuale zona di arrivo, APX Est contribuisce anche a ridurre i rischi legati a possibili attacchi.
L’ambizioso progetto pone SUBCO nella posizione di fornire un’infrastruttura subacquea che sarà essenziale per la prossima fase di sviluppo economico e tecnologico dell’Australia.
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