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Cyberspionaggio, gli Usa condannano un cittadino ucraino per i legami con la Corea del Nord

Cyberspionaggio, gli Usa condannano un cittadino ucraino per i legami con la Corea del Nord

Gli Usa hanno condannato a cinque anni di carcere un cittadino ucraino per aver valorizzato una rete di lavoratori della Corea del Nord. Il tutto, usando identità rubate o false per aggirare le verifiche e violare le sanzioni internazionali.

Negli Usa, un cittadino ucraino ha ricevuto una condanna a cinque anni dalla Corte Distrettuale della Columbia per aver veicolato una rete di lavoratori ITda remoto” per la Corea del Nord.

Oleksandr Didenko, ventinovenne di Kiev, ha rubato identità di cittadini statunitensi e ha creato oltre 2.500 account fraudolenti su piattaforme di lavoro, servizi finanziari, e-mail e social network. Dopodiché ha venduto questi profili ai lavoratori nordcoreani.

Il sistema consentiva loro di ottenere un impiego da remoto presso aziende americane, usando identità rubate o false per aggirare le verifiche e violare le sanzioni internazionali.

Come funzionava la frode?

Attraverso il sito web Upworksell.com, Didenko offriva questi profili “proxy” che permettevano a persone residenti all’estero (soprattutto nel Paese asiatico) di candidarsi e ottenere posizioni lavorative. In particolare, nel contesto di circa 40 aziende statunitensi.

L’hacker criminale ha anche pagato dei complici statunitensi affinché custodissero i dispositivi che poi avrebbero usato i lavoratori, impiegando la rete statunitense. Il sistema ha gestito fino a 871 identità rubate“. Così facendo si accreditavano persino gli stipendi, sebbene con i nomi degli utenti originari.

I vanyaggi di Pyongyang

Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), questi stipendi contribuivano direttamente ai programmi di armamenti del regime di Pyongyang. Dunque, la qualifica di queste attività non è solo di “crimine finanziario“, ma anche “una minaccia per la sicurezza nazionale statunitense“.

La Corte ha poi sottolineato: “La Nord Corea non è solo una minaccia dall’estero. Riesce anche ad infiltrarsi all’interno di aziende e sistemi economici americani tramite mezzi fraudolenti come questo“. Le piattaforme di lavoro remoto, con controlli di sicurezza spesso insufficienti, hanno reso possibile questa forma di crimine.

La condanna

Didenko è stato arrestato dalle autorità polacche nel 2024 e successivamente estradato negli Usa. In tribunale ha accettato un patteggiamento per i reati di “cospirazione per frode telematica e furto di identità aggravato“. Parte della sentenza, ha spiegato CyberScoop, “include anche la confisca di oltre 1,4 milioni di dollari e il pagamento di quasi 47mila dollari in risarcimenti“.

La condanna è arrivata nel contesto di una più ampia azione delle autorità statunitensi contro schemi simili. Negli ultimi mesi diversi cittadini americani hanno ricevuto una condanna per aver agevolato lavoratori nordcoreani a ottenere posizioni lavorative fraudolente in aziende negli Usa. Un sistema, che ha generato milioni di dollari per finanziare attività illecite.

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