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La Russia blocca il sito Archive.today. Stop all’aggiramento dei paywall

La Russia blocca il sito Archive.today. Stop all’aggiramento dei paywall

Il blocco riguarda anche diversi domini associati, tra cui .is e .ph.

Le Russia ha bloccato il sito Archive.today, frenando l’aggiramento dei paywall e dei contenuti con abbonamento. Il blocco riguarda anche diversi domini associati, tra cui .is e .ph, secondo quanto hanno indicato alcuni messaggi con “errore” comparsi durante il caricamento delle pagine.

Il provvedimento risulta attivo da diversi giorni. Visitando le pagine, come hanno spiegato alcuni analisti cyber, compare un avviso in lingua russa che recita: “Accesso alla risorsa Internet bloccato su decisione delle autorità pubbliche”. Il messaggio cita Roskomnadzor, l’agenzia governativa russa responsabile del controllo delle comunicazioni online.

Dai registri ufficiali di Roskomnadzor relativi al dominio Archive.is, risulta la conferma che “l’accesso è limitato alla pagina”, senza tuttavia delle motivazioni ufficiali. Il dominio principale Archive.today, invece, non risultava formalmente inserito nella lista dei siti bloccati al momento delle verifiche.

Non c’è un blocco totale

Nonostante il blocco, spiega TechCrunch, “il sito sembra ancora accessibile da altri dispositivi e reti al di fuori della Russia, e continua a consentire l’archiviazione delle pagine web“. Non è ancora chiaro quanto sia estesa la restrizione e quali operatori di rete l’abbiano effettivamente implementata.

TechCrunch Credits

Archive.today è conosciuto per offrire copie archiviate di pagine web, inclusi contenuti normalmente accessibili solo tramite abbonamento o accesso.

Recentemente, anche la comunità di Wikipedia ha preso le distanze dal servizio, decidendo di rimuovere centinaia di migliaia di link che rimandavano al sito. La scelta è arrivata dopo aver scoperto che il codice della piattaforma sfrutterebbe i browser dei visitatori senza il loro consenso. Il tutto,per inviare traffico indesiderato verso il sito di un blogger critico nei confronti del servizio.

Una stretta sul web

Da mesi ormai, Mosca è nel mirino degli esperti occidentali di cybersicurezza e delle organizzazioni per i diritti umani in relazione alle misure stringenti sul web.

Il Cremlino, in quest’ottica, ha promosso il servizio di messaggistica nazionale Max come alternativa alle piattaforme straniere. L’obiettivo era quello di integrarlo nei servizi telematici governativi ma soprattutto di ridurre la sua dipendenza da piattaforme come WhatsApp e Telegram.

Così facendo – e questo processo ha subito un’accelerata negli ultimi anni – Mosca cercherà di investire nella promozione di servizi informatici interni. L’autonomia tecnologica è strettamente correlata alla resilienza cibernetica di un Paese.

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