Svolta nell’intelligence di Berlino, alla ricerca di una maggiore autonomia e di alternative nazionali per i sistemi di sicurezza sensibili.
La Germania punta sull’AI europea – e in particolare francese – per rafforzare l’autonomia digitale dei propri servizi segreti. Il Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), l’agenzia interna, avrebbe scelto il software ArgonOS della società francese ChapsVision invece delle tecnologie del colosso americano Palantir.
A riportare la notizia sono stati diversi media tedeschi (WDR, NDR, Süddeutsche Zeitung), sottolineando come “la decisione rappresenti un segnale politico e strategico chiaro“. La direzione è chiara.
Per il Governo di Berlino, infatti, l’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza dalle piattaforme tecnologiche statunitensi nei settori più sensibili. Al centro, ovviamente, ci sono la Sicurezza Nazionale e la cybersicurezza.
L’importanza della scelta
Secondo POLITICO l’impiego del software francese per il BfV servirà “per analizzare grandi quantità di dati strutturati e non strutturati, preparandoli per il lavoro degli analisti umani“.
Marc Henrichmann, il capo della commissione parlamentare che supervisiona i servizi segreti tedeschi, ha spiegato: “Questa decisione manda un chiaro segnale a favore della sovranità digitale europea”. Tuttavia, ha sottolineato che il vero banco di prova sarà l’efficacia operativa del sistema. In questi termini: “Le prestazioni devono restare il criterio principale, non solo l’origine europea”.
Il dibattito tedesco su Palantir
Da tempo in Germania si dibatte sul ruolo di Palantir nelle infrastrutture di sicurezza del Paese. Alcune Forze di Polizia tedesche utilizzano già il software dell’azienda fondata da Peter Thiel, mentre il ministero dell’Interno starebbe valutando un’estensione del suo impiego anche a livello federale.
Le critiche riguardano soprattutto la protezione dei dati, la privacy, i diritti fondamentali e il rischio di dipendenza tecnologica dagli Usa.
Negli ultimi mesi, l’Amministratore delegato di Palantir, Alex Karp, ha difeso pubblicamente la presenza dell’azienda in Germania. Parlando alla BILD, Karp ha affermato che il software Palantir viene utilizzato “su ogni serio campo di battaglia del mondo”. In questi termini, ha messo in dubbio la capacità degli appariti tedeschi di rinunciare a queste tecnologie senza comprometterne l’efficacia.
La riforma delle leggi sull’intelligence
“L’implementazione completa di ArgonOS“, sottolinea sempre POLITICO, “dipenderà però da una riforma della legislazione tedesca sull’intelligence“.
Il Governo sta lavorando a nuove norme che amplierebbero i poteri digitali del BfV, facilitando la condivisione dei dati con la Polizia e modificando le regole sulla conservazione dei dati personali. Già nel dicembre scorso, il vertice del BfV, Sinan Selen, aveva dichiarato che l’agenzia intendeva investire su alternative europee a Palantir.
Il software di ChapsVision è già utilizzato da diverse agenzie francesi, compresa la DGSI, il servizio di intelligence interna della Francia.
Autonomia digitale europea sempre più centrale
La scelta tedesca riflette una tendenza sempre più forte in Europa, vale a dire la “costruzione di un ecosistema tecnologico autonomo nei settori strategici, dall’AI al cloud, fino alla cybersicurezza“.
In un contesto geopolitico segnato dalla competizione tecnologica globale e dalle tensioni tra Usa, Cina ed Europa, Berlino sembra voler rafforzare il controllo europeo sulle infrastrutture digitali più sensibili.
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