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Hugging Face usa l’Ai cinese in risposta all’attacco dei modelli di OpenAI

Hugging Face usa l’Ai cinese in risposta all’attacco dei modelli di OpenAI

Aumentano i dubbi, negli Usa, per il ricorso sempre più generali alle tecnologie cinesi.

Hugging Face ha usato l’AI cinese in risposta al cyberattacco “senza intervento umano” dei modelli di OpenAI (GPT-5.6 Sol e un modello pre-release). Nello specifico la startup newyorkese ha impiegato il modello open source GLM-5.2 della Zhipu AI.

La stessa Hugging Face ha dichiarato di aver fatto ricorso la scorsa settimana al modello di Zhipu AI per analizzare i dati relativi all’attacco. Questo, però, dopo che “i principali modelli di AI statunitensi avevano rifiutato l’incarico, non essendo in grado di distinguere tra un difensore e un aggressore“.

Aumentano perciò i timori che le restrizioni alle aziende statunitensi di AI per motivi di Sicurezza Nazionale possano spingere i clienti verso i loro concorrenti con sede a Pechino.

Restrizioni governative anche per OpenAI

Lo scorso 26 giugno, spiega Repubblica, il Governo statunitense aveva chiesto a OpenAI di rinviare il lancio pubblico di GPT-5.6 Sol, per il timore che “le sue capacità potessero favorire attività ostili“. Lo stesso provvedimento aveva riguardato Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, i due modelli più avanzati di Anthropic.

Da parte sua l’azienda aveva accettato il rilascio limitato ad aziende selezionate, oltreché all’Amministrazione Trump. Tuttavia, aveva precisato che un controllo governativo caso per caso sarebbe dovuto essere un’eccezione. La fine delle restrizioni è arrivata all’inizio di questo mese.

In ogni caso, come hanno evidenziato gli esperti, è che le operazioni cyber, sia di attacco che di difesa, impiegano spesso gli stessi strumenti e tecniche. Negli ultimi mesi alcuni hacker criminali sono riusciti a dare ad alcuni agenti di AI la convinzione di svolgere legittime attività difensive. Un’ulteriore elemento di minaccia e vulnerabilità.

Competitività, prestazioni e meno restrizioni per l’AI cinese

Lanciato appena un mese fa da Zhipu AI, l’incidente autonomo e poi l’uso di GLM-5.2 sono arrivati nel momento in cui a Washington ci sono preoccupazioni per i grandi miglioramenti della tecnologia cinese. Pechino punta sull’open source e le prestazioni dell’AI cinese sono sempre più elevate, a fronte di costi sempre più competitivi. L’episodio potrebbe ridefinire quindi il mercato interno statunitense.

Secondo la Reuters, OpenAI ha comunque risposto alle critiche ricordando di aver inserito Hugging Face nel proprio programma di Trusted Access. Quest’ultimo consente ai soggetti selezionati di utilizzare più rapidamente le capacità dei modelli per rafforzare le proprie difese informatiche.

OpenAI Monito

Superare un modello uniforme di restrizioni

L’incidente e le conseguenze hanno riproposto il dilemma su AI, la libertà di accessi o le necessità di limitazioni connesse alla Difesa.

Da un punto di vista generale, almeno nell’opinione di diversi analisti occidentali, serve in materia il superamento di un approccio uniforme. Altrimenti si continuerebbe a proporre un blocco indiscriminato di fronte a tutte le richieste legate alla cybersicurezza.

Si dovrebbero invece adottare “meccanismi che consentano ai professionisti autorizzati di accedere alle funzionalità avanzate, mantenendo al tempo stesso elevate garanzie contro gli usi illeciti“.

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