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Cybersicurezza, il direttore dei servizi finlandesi: “Per un’Europa indipendente tecnologicamente, stop a software Usa e hardware cinese”

Cybersicurezza, il direttore dei servizi finlandesi: “Per un’Europa indipendente tecnologicamente, stop a software Usa e hardware cinese”

I rischi strutturali verso l’indipendenza digitale dell’Europa.

La dipendenza dal software statunitense e dall’hardware cinese sono come due tipi di malattia e l’Europa rischia di non diventare mai davvero indipendente sul piano tecnologico“. A lanciare l’allarme è stato Juha Martelius, Direttore del servizio di sicurezza e intelligence della Finlandia. Secondo Martelius, la regione dipende ormai strutturalmente da questi due componenti.

Parlando a margine della Lennart Meri Security Conference di Tallinn, come ha evidenziato POLITICO, Martelius ha usato una metafora estremamente immaginifica.

Per descrivere la situazione europea ha infatti parlato di “due tipi di malattie“, riferendosi alla dipendenza dalle tecnologie straniere. “Probabilmente è impossibile intervenire, ma si può convivere con questo problema”, ha rimarcato.

La dipendenza europea da cloud Usa e hardware cinese

Secondo il capo dell’intelligence finlandese, uno dei nodi principali riguarda i servizi cloud. Nel recente rapporto annuale dell’agenzia, si sottolinea infatti come l’adozione di infrastrutture cloud straniere possa compromettere l’indipendenza digitale dei Paesi.

Martelius ha rivelato che in Finlandia era stata discussa l’ipotesi di archiviare dati elettorali su piattaforme cloud, ma il progetto non ha avuto alcuna implementazione.

Lo stesso Direttore ha riconosciuto che Helsinki dispone di eccellenti capacità di analisi e sviluppo nei settori quantistico e spaziale, ma ha evidenziato un problema comune a gran parte dell’Europa. Quello della “mancanza di capitali sufficienti per trasformare l’innovazione in leadership industriale“.

Ed è qui che si sono “i dubbi sulla capacità europea di costruire servizi cloud competitivi rispetto ai grandi hyperscaler statunitensi o di sostenere da sola il confronto geopolitico senza tecnologie straniere“. La vera domanda, ha rimarcato Martelius, “è quanta volontà abbia l’Europa di vincere da sola e quanto invece voglia continuare a fare affidamento sull’assistenza degli alleati americani”.

Il nodo geopolitico della tecnologia

A livello comunitario, la Commissione Europea dovrebbe presentare nelle prossime settimane un nuovo pacchetto sulla sovranità tecnologica (“Tech Sovereignty Package”). Questa misurapotrebbe limitare l’utilizzo da parte dei governi europei dei fornitori cloud statunitensi per la gestione di dati sensibili.

L’obiettivo è ridurre la dipendenza da aziende extraeuropee in comparti considerati strategici per la sicurezza economica e nazionale dell’Unione.

Le parole del capo dell’intelligence finlandese rappresentano un dilemma sempre più centrale per l’Europa. Come conciliare sicurezza, competitività e autonomia in un mondo dominato dalle piattaforme americane e dalla produzione tecnologica cinese.

Dall’AI ai semiconduttori, fino al cloud computing e alla cybersicurezza”, il continente europeo si trova oggi stretto tra due superpotenze tecnologiche da cui continua a dipendere in misura significativa.

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