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Cybersicurezza, i Paesi Bassi bloccano l’acquisto di Solvinity della statunitense Kyndryl. Il Governo olandese: “A rischio l’interesse pubblico”

Cybersicurezza, i Paesi Bassi bloccano l’acquisto di Solvinity della statunitense Kyndryl. Il Governo olandese: “A rischio l’interesse pubblico”

Importante decisione del Governo olandese che ha bloccato un accordo commerciale con una delle principali aziende tecnologiche degli Usa.

Il Governo dei Paesi Bassi si è opposto all’acquisizione dell’azienda olandese Solvinity da parte della statunitense Kyndryl. Una decisione, sottolinea POLITICO, destinata ad avere delle ripercussioni sulle relazioni geo-economiche tra gli Usa e l’Europa.

Solvinity gestisce infatti una piattaforma per l’app DigiD del Governo olandese. Si tratta dell’applicazione che consente ai cittadini di autenticarsi online “quando desiderano prenotare una visita medica, acquistare una casa o interagire con le autorità pubbliche“.

Dopo che lo scorso novembre Kyndryl aveva annunciato la volontà di comprare l’azienda olandese, erano immediatamente sorti grandi timori. Il rischio, infatti, era quello che uno strumento fondamentale per l’identificazione online nei Paesi Bassi potesse finire sotto il controllo straniero. In tutta Europa, del resto, da mesi aumentano le preoccupazioni per la dipendenza dell’Unione dalla tecnologia statunitense.

La prossima settimana la Commissione Europea dovrebbe adottare “un nuovo pacchetto sulla sovranità tecnologica“. Al suo interno, ulteriori misure “per ridurre la dipendenza europea dalle tecnologie straniere nei settori del cloud, dei microchip e dell’AI“.

A rischio l’interesse pubblico

In una lettera al Parlamento nazionale, pubblicata martedì scorso, la segretaria di Stato per l’Economia Digitale, Willemijn Aerdts, ha sottolineato la portata dell’accordo. Si considerava infatti l’operazione come “un possibile rischio per l’interesse pubblico”. Aerdts ha spiegato che il Governo ha deciso lunedì di accogliere il parere dell’autorità competente e impedire l’acquisizione.

Durante la fase di esame dell’accordo, era emerso che i dati gestiti attraverso DigiD sarebbero potuti ricadere sotto la giurisdizione statunitense. Potenzialmente, le autorità americane avrebbero potuto richiederne l’accesso in base alla normativa vigente negli Usa.

La legislazione, infatti, permette alle autorità governative (comprese le agenzie di intelligence) di imporre alle aziende nazionali la consegna di dati archiviati anche in data center all’estero. Il tutto, “indipendentemente dalle leggi locali sulla protezione dei dati“.

L’importanza degli investimenti esteri

Aerdts ha poi spiegato: “Attribuiamo grande valore alla presenza di aziende tecnologiche straniere, in particolare statunitensi, e al loro contributo all’economia olandese e alle infrastrutture digitali del Paese“.

Tuttavia, ha aggiunto: “Il nostro Governo mantiene allo stesso tempo un quadro indipendente di controllo degli investimenti volto a proteggere l’interesse pubblico e applicato in modo uguale a tutti gli investitori. Indipendentemente dal Paese di origine”.

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