Trends Mondo

I mille modi in cui la National Security Strategy di Trump “insulta” l’Europa

I mille modi in cui la National Security Strategy di Trump “insulta” l’Europa

Se i trend in corso dovessero continuare, il continente europeo sarà irriconoscibile tra 20 anni”, si legge nella nuova National Security Strategy di Trump. “Il nostro obiettivo è aiutare l’Europa a correggere l’attuale traiettoria intrapresa”.

È stata pubblicata dalla Casa Bianca la nuova National Security Strategy, con l’introduzione firmata da Trump. Il documento, di 33 pagine, illustra formalmente la visione di politica estera statunitense.

La nuova National Security Strategy pone una sorprendente attenzione all’emisfero occidentale e, in particolare, all’Europa. Fin dalle prime pagine si legge che gli Usa intendono garantire che l’Occidente rimanga ragionevolmente stabile, libero da incursioni straniere ostili e i cui governi siano cooperativi: “vogliamo supportare i nostri alleati nel preservare la libertà e la sicurezza dell’Europa, mentre si ristabiliscono la sicurezza e l’autostima della civiltà europea e la sua identità occidentale”. Un vecchio splendore che, secondo Trump, il continente sta perdendo a causa di alcune scelte politiche considerate scellerate.

Le soluzioni proposte per il suo risveglio e per rafforzare il ruolo degli Stati Uniti sono descritte con il termine di “Corollario Trump” alla Dottrina Monroe: gli Stati Uniti devono essere preminenti nella regione e non tollerare alcuna interferenza straniera avversaria in Occidente, che deve rimanere solido, forte, compatto e filoatlantico.

Quali sono i passaggi più controversi del documento?

I passaggi più duri e controversi del documento sono dedicati proprio all’Europa. I problemi del Vecchio Continente, secondo Trump, sono ben più profondi della semplice spesa militare insufficiente o la stagnazione economica. La crisi economica è oscurata dal più drammatico “declino della civiltà europea”. Trump si mostra durissimo nei confronti dell’UE.

Tra le sfide principali che l’Europa deve affrontare vi sono le azioni dell’Unione Europea e degli altri organismi transnazionali che indeboliscono la libertà politica e la sovranità nazionale”. Si aggiungano “le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la repressione dell’opposizione politica, il calo drammatico dei tassi di natalità”. Tra tutti, si enfatizza la perdita di identità nazionale e la fiducia in se stessi.

Con tono paternalistico, si legge “se il trend dovesse continuare, il continente sarà irriconoscibile tra 20 anni, o meno”. 

Cosa vuole Trump dall’Europa?

Il monito di Trump è chiaro: se il declino della civiltà europea dovesse proseguire, non è affatto scontato che alcuni paesi europei riusciranno a rimanere alleati affidabili. Quello che si chiede all’Europa è di riconquistare fiducia nella propria civiltà e nella propria cultura, e che abbandoni il suo fallimentare approccio legato a soffocanti politiche interne. “Vogliamo che l’Europa rimanga Europa”.

Per questo, è innanzitutto interesse fondamentale di Washington una rapida cessazione di tutte le ostilità in Ucraina. Questo consentirà di ristabilire le economie europee. In secondo luogo, sarà necessario per l’Europa ricucire i rapporti con la Russia. Si commenta evidenziando come una larga maggioranza di europei desideri la pace, eppure tale volontà non si traduce in politiche concrete a causa del sabotaggio dei processi democratici da parte di certi governi. Il documento non esplicita a quali governi ci si riferisca, e il tono cospiratorio è evidente. Gli Stati europei, osservano gli Stati Uniti, non sono in grado di riformarsi da soli quando si trovano intrappolati in una crisi politica.

Trump necessita che la vecchia Europa riesca a reggersi sulle proprie gambe e che inizi a operare come un insieme di nazioni sovrane allineate (contestando l’approccio di Bruxelles qualificato come “soffocante”). Un unico insieme, con i mercati europei aperti ai beni e ai servizi statunitensi.

Sempre secondo tale visione è fondamentale che si rafforzino gli Stati dell’Europa Centrale, Orientale e Meridionale mentre questo stesso insieme deve prendere iniziative di contrasto ai furti tecnologici e allo spionaggio informatico.

Una questione anche di convergenze politiche

Non deve passare in secondo piano che questa narrativa è appositamente costruita per risuonare tra i maggiori partiti di estrema destra in Europa, trovando terreno comune sulle critiche all’UE, sulle richieste di limitare la migrazione dai Paesi dell’Africa e del Medio Oriente, e sullo slancio patriottico. Il testo è un chiaro appello a questi attori: “la resistenza a questa attuale traiettoria deve essere coltivata all’interno dei singoli paesi europei”.

E ancora, “l’America incoraggia i suoi alleati politici in Europa a promuovere questa rinascita di spirito, e la crescente influenza dei partiti patriottici europei è per noi motivo di grande ottimismo”. La strategia di sicurezza offre un perfetto allineamento ideologico tra il movimento MAGA di Trump e i partiti nazionalisti europei.

Per tutto il documento, infatti, riecheggia la teoria razzista della “grande sostituzione” in Europa. Secondo tale teoria i “bianchi” sono progressivamente sostituiti dai “non bianchi”, diminuendo il loro potere elettorale e aprendo le porte all’immigrazione. “Nel lungo termine, è più che plausibile che, nel giro di pochi decenni, alcuni membri della NATO diventeranno a maggioranza non europea”, si afferma nel documento.

Alla luce di ciò, l’Amministrazione Trump avvisa anche che sia giunto il momento di “porre fine alla percezione che la NATO sia un’alleanza in espansione perpetua”.

Qual è il ruolo dell’Europa nella Strategia di Sicurezza Nazionale?

Il documento, sebbene le aspre sollecitazioni a un risveglio europeo, riconosce i punti di forza dell’Europa. Se ogni azione è motivata dallo slogan “America First“, escludere o isolare il Vecchio Continente sarebbe controproducente per gli obiettivi della strategia di Trump.

L’obiettivo è che i nostri paesi partner rafforzino le proprie economie interne, affinché l’emisfero occidentale, più forte e avanzato, diventi un mercato sempre più interessante per il commercio e gli investimenti statunitensi”. L’idea di un’Europa forte, quindi, non deriva certo da un altruismo disinteressato.

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

L'articolo I mille modi in cui la National Security Strategy di Trump “insulta” l’Europa sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.

📖 Leggi l'articolo completo originale:

https://www.cybersecitalia.it/i-mille-modi-in-cui-la-national-security-strategy-di-trump-insulta-leuropa/56169/ →