Conferma, inoltre, per la creazione di un canale preferenziale per le Big Tech.
Negli Usa, la Federal Communications Commission (FCC) ha votato giovedì per rafforzare i controlli e la supervisione in materia di cavi di comunicazione sottomarini. Del resto queste infrastrutture sono strategiche, transitandovi circa il 99% del traffico Internet internazionale.
Le nuove regole puntano a costituire nuove barriere all’ingresso nel mercato alle aziende cinesi, legittimando al contempo un canale preferenziale per le Big Tech americane.
Per la prima volta, la Commissione intende richiedere licenze agli operatori delle apparecchiature terminali delle linee sottomarine. Sono elementi cruciali dei sistemi di cavi, poiché collegano le reti oceaniche alle infrastrutture terrestri negli Usa.
I benefici per le Big Tech
Colossi tecnologici americani come Meta (proprietaria di Facebook) e Google (controllata da Alphabet), sottolinea la Reuters, “potrebbero beneficiare dell’iter autorizzativo più rapido“. In questo modo espanderebbero i propri sistemi per gestire la crescente domanda di traffico dati globale.
Il vertice della FCC, Brendan Carr ha spiegato: “Esentiamo in via presuntiva le richieste di autorizzazione da revisioni lunghe e complesse. Tuttavia, solo se i richiedenti rispettano rigorosi standard di sicurezza e accettano un monitoraggio continuo. Il messaggio è semplice. Adottare elevate misure di Sicurezza Nazionale significa ottenere una corsia preferenziale per l’approvazione”.
Il percorso accelerato richiederà alle aziende di proteggere le infrastrutture da attività di spionaggio e altri incidenti, oltre a garantire il rispetto delle linee guida della Difesa e la tutela dei dati. Gli operatori dovranno inoltre impegnarsi a non utilizzare apparecchiature straniere che possano rappresentare un rischio. L’ottica, in questo caso, è direttamente connessa alla sfida con la Cina.

Il confronto con la Cina
Con la forte crescita del settore dei cavi sottomarini, la FCC aveva già vietato lo scorso anno l’uso di tecnologie provenienti da aziende considerate una minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa. Tra queste Huawei, ZTE, China Telecom e China Mobile.
Le nuove regole potrebbero ampliare ulteriormente il divieto, includendo qualsiasi apparecchiatura proveniente da Paesi ritenuti “avversari stranieri”.
Da oltre un anno, funzionari statunitensi esprimono preoccupazione per la rete globale di oltre 400 cavi sottomarini, ritenuta vulnerabile a potenziali interferenze da parte di Cina e Russia.
Già nel 2021, il Dipartimento di Giustizia aveva sottolineato la necessità di accordi di sicurezza con aziende come Google e Meta. La motivazione formale era costituita dagli “sforzi costanti” della Cina per accedere a dati sensibili di milioni di cittadini americani.
Da parte sua, la Cina ha reagito duramente alle misure statunitensi. All’inizio del mese, il Ministero del Commercio ha dichiarato di essere “fortemente insoddisfatto” e di opporsi fermamente alle restrizioni. Su questa linea ha invitato Washington a trattare equamente le aziende cinesi e a ritirare le misure adottate per ristabilire relazioni bilaterali più stabili e costruttive.
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