Le limitazioni, poi tolte, ai modelli di Anthropic potrebbero far guadagnare tempo a Pechino nel confronto geo-economico sull’AI.
Le ultime scelte dell’Amministrazione Trump in materia di AI potrebbero essere sfruttate dalla Cina per ridurre il divario tecnologico. Pechino sta infatti accelerando e ha annunciato nuovi sistemi di AI che sarebbero “comparabili a quelli americani ma a costi molto inferiori“.
Nelle ultime settimane Washington ha imposto e poi revocato restrizioni all’esportazione dei modelli più avanzati di Anthropic e ha chiesto a OpenAI di limitare il rilascio del nuovo GPT-5.6. Sono così aumentate le incertezze tra le aziende del settore.
Secondo diversi esperti di cybersicurezza, sono proprio “queste oscillazioni” che rischiano di offrire a Pechino un vantaggio strategico nella corsa all’AI. In particolare, nello sviluppo di strumenti utilizzabili sia per la difesa sia per gli attacchi informatici.
Se la competizione sull’intelligenza artificiale si trasforma in una vera corsa agli armamenti digitali
Nel frattempo, sottolinea POLITICO, aziende cinesi come 360 Security Technology e Z.ai hanno presentato dei nuovi modelli molto competitivi e performanti. Hanno infatti la capacità di individuazione delle vulnerabilità informatiche simili a quelle dei concorrenti americani. GLM-5.2 di Z.ai, inoltre, “avrebbe un costo pari a circa un sesto di quello dei principali modelli statunitensi“.
Alcuni esperti hanno ipotizzato che tali prestazioni possano derivare da tecniche di “distillazione” non autorizzata dei modelli sviluppati da OpenAI e Anthropic. Molti software cinesi, inoltre, sono “open-weight” ossia si possono scaricare e modificare, anche rimuovendo i sistemi di sicurezza che ne limitano un uso offensivo.
Una questione di sicurezza e di tempo
Per gli analisti e i membri del Congresso, il vantaggio tecnologico statunitense potrebbe ridursi molto più rapidamente del previsto. La competizione sull’intelligenza artificiale si trasformerebbe perciò in una vera corsa agli armamenti digitali.
Fino a poco tempo fa si stimava che gli Usa disponessero di un vantaggio tecnologico compreso tra sei e dodici mesi rispetto alla Cina. Oggi, però, il margine si sarebbe nettamente assottigliato.
Se di nuova corsa agli armamenti tecnologici si tratta, “allora innovazione, Sicurezza Nazionale, primato geo-economico e controllo sulle catene del valore risultano strettamente intrecciate“.
Il vertice della Commissione per la Sicurezza Interna della Camera dei Rappresentanti, Andrew Garbarino, ha lanciato l’allarme. E ha affermato: “La Cina è a pochi mesi, se non settimane, dal raggiungere capacità all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale paragonabili a quelle degli Usa”.
Seguici anche sul nostro canale WhatsAppVai al sito di Cybersecurity Italia.
L'articolo Usa, come le scelte dell’Amministrazione Trump potrebbero favorire la Cina nella corsa all’AI sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
📖 Leggi l'articolo completo originale:
https://www.cybersecitalia.it/usa-come-le-scelte-dellamministrazione-trump-potrebbero-favorire-la-cina-nella-corsa-allai/66747/ →
