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Riforma della Difesa, le novità della nuova bozza

Riforma della Difesa, le novità della nuova bozza

Il testo aggiornato conferma l’impianto cyber del DDL: ruolo più forte per il Capo di Stato Maggiore della Difesa, nuovo Fondo per la cybersicurezza, incentivi al personale specializzato e chiarimento dei rapporti con ACN e Ministero dell’Interno.

La nuova bozza del disegno di legge sulla Difesa conferma l’impianto generale del testo circolato nei giorni scorsi, ma introduce alcune modifiche rilevanti su cybersicurezza, personale militare specializzato, ricerca, appalti e Difesa Servizi.

Il provvedimento resta ancora una bozza e quindi non è definitivo. La parte più significativa riguarda la dimensione cyber, con una governance più precisa e nuove risorse per trattenere competenze tecniche nelle Forze armate.

La nuova bozza riparte dall’impianto cyber già previsto nel primo testo: rispetto alla versione iniziale, però, il testo viene corretto in più punti: più coordinamento con ACN e Ministero dell’Interno, ruolo più diretto del Capo SMD e maggiore dettaglio su Fondo, indennità e incentivi per il personale cyber.

Governance cyber più chiara

All’articolo 7, comma 1, lettera c), viene inserita la clausola “ferme restando le competenze dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’organo del Ministero dell’Interno”. Il chiarimento riguarda la nuova lettera c-bis), che attribuisce al Capo di Stato Maggiore della Difesa il ruolo di autorità cyber del Ministero della Difesa.

La modifica serve a evitare sovrapposizioni istituzionali: la Difesa rafforza il proprio perimetro cyber, ma restano ferme le competenze di ACN e Ministero dell’Interno.

Sempre all’articolo 7, cambia anche la lettera c-ter): il Capo di Stato Maggiore della Difesa passa da “concorre a garantire” a “garantisce” la tutela degli interessi strategici nazionali connessi alla difesa dello spazio cibernetico di interesse nazionale.

Il Fondo per la cybersicurezza

All’articolo 7, comma 1, lettera d), viene istituito il Fondo per l’incentivazione nel settore della cybersicurezza, attraverso il nuovo articolo 614-bis del Codice dell’ordinamento militare.

Il fondo ha uno stanziamento pluriennale fino al 2036 ed è destinato a finanziare indennità e incentivi per il personale cyber. L’obiettivo è sostenere la nuova figura dello “Specialista Cyber Militare” e trattenere competenze difficili da formare e molto richieste anche dal mercato privato.

Incentivi da 4.300 euro

All’articolo 7, comma 1, lettere e), f) e g), la bozza dettaglia meglio gli incentivi economici. Vengono disciplinati i contingenti dell’indennità cyber, fissato direttamente in legge il premio di 4.300 euro per ciascun biennio di ferma volontaria e confermata l’estensione agli ufficiali generali e superiori.

Il meccanismo riguarda il personale in possesso del brevetto di “Specialista Cyber Militare” che prosegue il servizio attraverso ulteriori ferme volontarie biennali.

Guardia di finanza e ricerca militare

La nuova bozza interviene anche sulla Guardia di finanza. All’articolo 4, comma 1, lettera a), viene estesa al Corpo la disciplina sul risarcimento dei danni cagionati in attività operative.

All’articolo 5, comma 1, lettere a), b) e m), vengono invece coordinate le norme sui sistemi senza equipaggio e sui registri anche per la Guardia di finanza.

All’articolo 12, comma 1, il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica militare, FIRSTM, viene anticipato al 2026. Il testo prevede anche la possibilità di concedere contributi a fondo perduto e modifica la disciplina attuativa.

Sugli appalti, l’articolo 13, comma 2, lettera a), introduce il termine di 90 giorni per completare le verifiche successive all’autocertificazione dell’offerente, nei casi in cui la Difesa proceda per esigenze di prontezza operativa.

Commissione VIA/VAS Difesa

All’articolo 14, comma 1, lettera e), viene infine precisato il ricorso di Difesa Servizi S.p.A. a personale di altre amministrazioni: serve l’assenso dell’amministrazione di appartenenza e gli oneri restano integralmente a carico della società.

La bozza interviene anche sulla Commissione tecnica VIA/VAS della Difesa. Agli articoli 8, commi 1 e 2, vengono rafforzate autonomia organizzativa, composizione e disciplina dei costi di funzionamento, con l’ingresso anche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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