Dalle prime analisi sarebbe emerso un numero elevato di vulnerabilità, sebbene non sia stato ancora possibile definire i livelli di minaccia.
Anche la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), l’agenzia per la cyber Usa, sfrutta il modello AI Mythos di Anthropic per testare i software governativi, alla ricerca di nuove vulnerabilità.
A supervisionare le operazioni, secondo la Reuters, c’è il Attack Surface Evaluation Team dell’Agenzia. Si tratta di un gruppo specializzato nell’esecuzione di valutazioni di cybersicurezza, simulazioni ed esercitazioni di hacking all’interno delle infrastrutture governative.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore segnale dell’interesse crescente delle agenzie federali nei confronti degli strumenti di AI avanzata. Il tutto, nonostante i rapporti tra Anthropic e l’Amministrazione statunitense siano stati recentemente caratterizzati da forti tensioni.
AI come vettore di cybersicurezza
La stessa Reuters ha spiegato come l’impiego di Mythos servirebbe per esaminare i repository di codice governativi. L’obiettivo è quello di individuare errori e falle potenzialmente sfruttabili da cybercriminali o da servizi di intelligence stranieri.
Gli analisti avrebbero scoperto un numero elevato di vulnerabilità. Non sono però noti i dettagli sulla quantità di codice analizzata né sulla gravità dei problemi identificati.
Il rapporto complesso tra Anthropic e Washington
Pur in mancanza di conferme formali, l’impiego dell’AI a livello di Amministrazione federale si pone in contrasto rispetto ad alcune scelte politiche. Non soltanto per via del blocco agli accessi – poi revocato – di Donald Trump, quanto anche per le tensioni tra Anthropic e lo stesso Governo.
Lo scorso febbraio, in effetti, l’azienda con sede a San Francisco si era rifiutata di eliminare alcune misure di sicurezza che impedivano l’impiego della AI per armi autonome o sistemi di sorveglianza interna. In risposta, il Dipartimento della Difesa aveva inserito Anthropic in una lista di rischio per la catena di fornitura.
Una classificazione, quest’ultima, “finora riservata soprattutto ad aziende straniere sospettate di favorire attività di spionaggio“. Il provvedimento è stato successivamente sospeso da un giudice – nel mese di marzo – contribuendo ad allentare le tensioni tra le parti.
Anche l’intelligence coinvolto
Per Axios, invece, la National Security Agency (NSA) ha cominciato ad impiegare Mythos almeno dallo scorso aprile, nonostante il precedente provvedimento del Pentagono.
Anche il New York Times ha riferito di analisti della NSA che avrebbero testato il modello in ambienti classificati, “rimanendo favorevolmente colpiti dalle sue capacità“.
La situazione si è nuovamente complicata quando Anthropic ha distribuito una versione pubblica del modello, denominata Fable, dotata di specifiche protezioni dedicate alla sicurezza informatica. In quell’occasione, la Casa Bianca avrebbe richiesto all’azienda di impedire l’accesso al sistema agli utenti stranieri, provocando un blocco globale del servizio.
La revoca è avvenuta soltanto la scorsa settimana. Anche in questo caso non sono arrivati commenti ufficiali, ma è emersa una volta di più la centralità di questo settore per la Sicurezza Nazionale.
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