Anthropic potrebbe presto doversi confrontare direttamente anche con il Governo cinese.
Il Governo della Cina ha lanciato un avvertimento nei confronti di Claude Code, la piattaforma di AI di Anthropic.
L’accusa delle autorità di Pechino è che “alcune versioni del software conterrebbero un meccanismo in grado di trasmettere dati sensibili degli utenti a server remoti senza il loro consenso“. Dopo il confronto con il Governo degli Usa, potrebbe dunque aprirsi un altro capitolo.
L’accusa è stata pubblicata attraverso l’account WeChat del National Vulnerability Database (NVDB), il database nazionale cinese dedicato alle vulnerabilità informatiche. Le accuse mosse dalle autorità cinesi, per altro, arrivano in un contesto di crescente tensione tecnologica tra Cina e Usa.
Le versioni interessate
Secondo gli esperti, sottolinea la Reuters, le versioni di Claude Code dalla 2.1.91 alla 2.1.196 includerebbero un sistema di monitoraggio integrato. Quest’ultimo, capace di raccogliere e inviare informazioni considerate sensibili, tra cui:
- la posizione geografica dell’utente.
- Identificativi riconducibili all’identità dell’utilizzatore.
- Altri dati che potrebbero essere trasmessi a server remoti senza un consenso esplicito.
Le autorità cinesi definiscono questo meccanismo una presunta “backdoor“. Al momento comunque non ci sono dettagli tecnici pubblici che dimostrino l’effettiva presenza di codice malevolo. Per questo, hanno raccomandato a organizzazioni e utenti di verificare immediatamente i sistemi interessati. Inoltre, di:
- disinstallare le versioni coinvolte.
- Aggiornare all’ultima versione disponibile, nella quale, secondo il database cinese, il presunto codice responsabile della vulnerabilità sarebbe stato rimosso.
L’ente ha inoltre invitato le aziende a rafforzare i controlli sulle connessioni Internet utilizzate dagli strumenti di sviluppo e a intensificare il monitoraggio del traffico sulle reti aziendali critiche.
Alibaba vieta Claude Code ai dipendenti
Intanto, Alibaba ha deciso di vietare ai propri dipendenti l’utilizzo di Claude Code per attività lavorative, sempre per motivi di sicurezza.
Sempre secondo la Reuters, la decisione sarebbe arrivata dopo che il software è finito sotto osservazione per alcune funzionalità che potrebbero consentire di identificare utenti collegati alla Cina.
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