Mentre il Governo vara una nuova stretta contro baby gang e criminalità minorile, i dati Istat mostrano una trasformazione come dal 2006 al 2024 diminuiscono quasi tutti i principali reati di strada, mentre le denunce per truffe e frodi informatiche crescono del 160%.
Il Governo interviene contro baby gang, violenze di gruppo e criminalità minorile con quello che è stato già ribattezzato il disegno di legge “anti-maranza”. Ma mentre l’attenzione politica e mediatica si concentra sulla microcriminalità nelle strade e nei luoghi della movida, i dati Istat raccontano anche un’altra storia: una quota crescente dei reati si è trasferita online.
Secondo i dati ISTAT tra il 2006 e il 2024, il tasso delle denunce per truffe e frodi informatiche è passato da 187 a 485 casi ogni 100mila abitanti. L’aumento è del 159,4%, arrotondato al 160%: nessun’altra categoria considerata nella serie storica sulla microcriminalità registra una crescita paragonabile.
Quasi vent’anni nei quali furti, scippi e rapine sono generalmente diminuiti, mentre smartphone, posta elettronica, piattaforme digitali e servizi bancari online sono diventati il nuovo terreno sul quale si muove una parte sempre più consistente della criminalità.

Truffe e frodi informatiche, una crescita del 160%
Il dato più evidente è proprio quello relativo alle truffe e alle frodi informatiche. Dai 187 casi denunciati ogni 100mila abitanti del 2006 si è arrivati ai 485 del 2024.
Dopo essere sceso a 161 casi nel 2010, il tasso ha cominciato ad aumentare progressivamente: 241 nel 2015, 355 nel 2019, 418 durante il 2020 e 498 nel 2021. Nel 2023 è stato raggiunto il massimo della serie, con 512 denunce ogni 100mila abitanti, prima della riduzione a 485 registrata nel 2024.
La flessione dell’ultimo anno non modifica quindi la tendenza di lungo periodo. In meno di due decenni, truffe e frodi informatiche sono passate dall’essere una voce secondaria a rappresentare una delle forme più diffuse di criminalità denunciata.
I numeri Istat si riferiscono ai delitti denunciati dai cittadini alle forze di polizia o accertati direttamente da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza e successivamente comunicati all’autorità giudiziaria. Misurano dunque le denunce, non necessariamente il numero complessivo dei reati realmente commessi, che può essere superiore per effetto del sommerso.
Furti e rapine diminuiscono
Il confronto con i reati tradizionalmente associati alla microcriminalità è netto. Tra il 2006 e il 2024 il tasso complessivo dei furti è diminuito del 34%, passando da 2.714 a 1.789 denunce ogni 100mila abitanti. I borseggi sono scesi dell’11%, mentre gli scippi sono diminuiti del 38%.
Ancora più marcata la contrazione dei furti commessi sui veicoli in sosta, calati del 55%, e dei furti di autovetture, diminuiti del 44%. I furti negli esercizi commerciali hanno registrato una riduzione del 27%. Anche le rapine sono diminuite: il tasso complessivo è passato da 86,1 a 48,7 casi ogni 100mila abitanti, con una flessione del 43%. Le rapine in pubblica via sono scese del 37%, mentre i danneggiamenti sono diminuiti del 20%.
L’unica altra categoria in crescita tra quelle considerate è quella dei furti in abitazione, aumentati del 9% rispetto al 2006. Un incremento comunque molto distante dal 160% registrato dalle truffe e frodi informatiche.
La microcriminalità si sposta dalla strada alla rete
La fotografia che emerge non è quella di una semplice scomparsa della microcriminalità, ma di una sua trasformazione.
Una parte dei reati contro il patrimonio si è spostata dagli spazi fisici a quelli digitali. Il portafoglio sottratto sull’autobus viene sostituito dalle credenziali bancarie ottenute con una falsa email; il raggiro compiuto per strada lascia spazio al falso operatore telefonico, all’annuncio inesistente, al sito contraffatto o al messaggio che invita la vittima a inserire password e dati della carta.
Una distinta indagine Istat sulle vittime dei reati ha rilevato, tra le truffe informatiche, una crescita soprattutto di quelle collegate all’utilizzo degli strumenti bancari online. La rilevazione consente anche di considerare una parte degli episodi che non vengono denunciati alle forze dell’ordine.
Non si tratta, tecnicamente, soltanto di “attacchi informatici”. La categoria statistica comprende soprattutto truffe e frodi realizzate attraverso strumenti digitali, nelle quali la tecnologia viene impiegata per ingannare la vittima, appropriarsi di credenziali o sottrarre denaro.
La stretta sulla criminalità di strada risponde a un fenomeno visibile e capace di generare allarme sociale. Ma i dati Istat indicano che la crescita più significativa si trova altrove: nelle truffe e nelle frodi informatiche, aumentate del 160% tra il 2006 e il 2024.
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