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Quanto perdi se la tua azienda si ferma? Il prossimo incident può cominciare da un login

Quanto perdi se la tua azienda si ferma? Il prossimo incident può cominciare da un login

Per chi dirige un’impresa, sapere quanto rapidamente si può contenere un attacco è ormai una questione di governo aziendale

Gli attacchi informatici non hanno effetti lineari, ma producono una serie di conseguenze difficili da prevedere. Una credenziale rubata può aprire la strada ai dati dei clienti, così come un accesso di manutenzione compromesso può mettere a rischio la produzione. Peraltro, quando l’attacco diventa visibile, l’azienda potrebbe già dover decidere quali sistemi spegnere, quali consegne rinviare e come spiegare l’accaduto al mercato. Il costo dell’incidente cresce mentre l’attività resta invece ferma, perché ai ricavi persi si aggiungono ripristino, contestazioni contrattuali e danni alla reputazione, a cui si aggiungono le eventuali violazioni degli obblighi di sicurezza che espongono a conseguenze sanzionatorie.

Per chi dirige un’impresa, sapere quanto rapidamente si può contenere un attacco è ormai una questione di governo aziendale. Su questa esigenza si concentra Sielte S.p.A.: mettere in relazione sicurezza e funzionamento dell’infrastruttura. La società italiana accompagna il cliente dalla progettazione alla gestione operativa, integrando le tecnologie dei propri partner con competenze su reti, sistemi e ambienti industriali.

Portare i controlli in esercizio

Per le organizzazioni inserite nel 2025 nell’elenco nazionale NIS, il tempo stringe: le misure di sicurezza di base devono essere adottate entro diciotto mesi dalla comunicazione ricevuta. Per chi è stato informato nell’aprile 2025, la scadenza cade dunque nell’ottobre 2026 e, a settembre, restano ormai poche settimane. Anche l’impiego dell’intelligenza artificiale richiede attenzione. Dal 2 agosto 2026 si applicano le regole di trasparenza dell’AI Act, mentre gli obblighi relativi ai sistemi ad alto rischio entreranno in vigore successivamente, tra dicembre 2027 e agosto 2028.

Ogni impresa deve quindi capire quali requisiti riguardino concretamente i sistemi utilizzati e il ruolo che svolge. La priorità è individuare le esposizioni, proteggere i processi più importanti e verificare l’efficacia degli interventi. Sielte affianca le imprese con analisi del rischio, valutazioni delle vulnerabilità e simulazioni di attacco, traducendo i risultati in misure concrete per correggere le debolezze e documentare i progressi.

Riconoscere l’attaccante anche quando usa un accesso valido

Un’autenticazione riuscita non garantisce che dietro il login ci sia davvero l’utente autorizzato: un aggressore può infatti utilizzare credenziali compromesse senza far scattare i controlli iniziali. Per questo la protezione deve continuare anche dopo l’accesso, osservando come vengono utilizzati account e privilegi. Le piattaforme integrate da Sielte impiegano apprendimento automatico e analisi comportamentale per individuare usi anomali delle identità. Collegate ai controlli già presenti, consentono di predisporre risposte alle attività sospette e aiutano gli analisti a distinguere i segnali rilevanti dal rumore di fondo.

L’IA svolge così una funzione difensiva concreta: riconoscere comportamenti che, considerati singolarmente, potrebbero apparire legittimi e intercettare l’abuso di un account prima che coinvolga altri sistemi. Per le operazioni più sensibili, la tecnologia deve però essere accompagnata da procedure di verifica e responsabilità precise.

Micro-Comm

Contenere l’attacco, dalle comunicazioni agli impianti

Sulle reti, Sielte integra firewall di nuova generazione, sistemi di prevenzione delle intrusioni e segmentazione, così da limitare le comunicazioni autorizzate e impedire che una minaccia si propaghi da un sistema all’altro. A questi controlli si aggiunge la protezione del DNS, il servizio che traduce i nomi dei siti nei rispettivi indirizzi di rete: analizzarne e filtrarne il traffico aiuta a individuare comunicazioni sospette e tentativi di sottrarre informazioni, chiudendo i percorsi utilizzabili dall’attaccante e circoscrivendo l’incidente. La protezione riguarda anche chi chiede di accedere alla rete: ogni richiesta può essere ricondotta a un’identità verificabile, riducendo il rischio di accessi non autorizzati, limitando i privilegi allo stretto necessario e migliorandone la tracciabilità.

Negli stabilimenti, la sicurezza deve adattarsi ai vincoli della produzione e alla presenza di sistemi datati, dispositivi connessi e accessi dei manutentori. Le soluzioni integrate da Sielte permettono di censire i dispositivi senza interferire con il loro funzionamento, individuare vulnerabilità e anomalie e, su questa base, separare le reti, limitare gli accessi remoti e introdurre protezioni alternative quando un macchinario non può essere aggiornato subito. Gli interventi vengono così ordinati in base al rischio concreto per la produzione.

Il valore di un partner che resta operativo

La protezione non termina con l’installazione: configurazioni, aggiornamenti, analisi degli allarmi e gestione degli incidenti richiedono competenze e responsabilità precise. Sielte riunisce queste attività nei propri servizi gestiti attraverso il SOC, dedicato alla sicurezza, e il NOC, che controlla il funzionamento delle reti. Il monitoraggio può arrivare fino alla copertura 24 ore su 24, mentre i presidi sul territorio italiano affiancano la gestione da remoto con assistenza e manutenzione delle infrastrutture. La protezione comprende anche computer e altri dispositivi aziendali. L’analisi degli eventi e dei comportamenti permette di individuare attività anomale, contenere le minacce e coordinare gli interventi con il SOC. Sielte integra questi strumenti con quelli dedicati alla verifica delle identità e al controllo degli accessi, evitando al cliente di dover gestire direttamente piattaforme e fornitori differenti.

Il valore sta proprio nell’inserire tecnologie specialistiche, competenze operative e capacità di intervento in un unico progetto costruito sulle priorità aziendali. Il primo passo è individuare dove un attacco potrebbe interrompere l’attività, quali identità e dispositivi sono più esposti e come riconoscere rapidamente un abuso. Da questa analisi nasce un programma con obiettivi verificabili: ridurre i rischi, sostenere la conformità e rafforzare la continuità operativa.

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