Il direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, alla sua prima uscita pubblica dopo la nomina, ha illustrato al Senato il nuovo ruolo dell’ACN nella governance italiana dell’AI. Il decreto è a saldo zero di bilancio, ma l’Agenzia punta sulla campagna di assunzioni già avviata e sulle competenze interne.
Nessun nuovo stanziamento per consentire all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale di svolgere le funzioni previste dall’adeguamento italiano all’AI Act europeo.
A chiarirlo è stato Andrea Quacivi, direttore generale dell’ACN, alla sua prima uscita pubblica dopo la nomina avvenuta lo scorso 22 maggio, nel corso dell’audizione svoltasi oggi in Commissione ambiente al Senato sullo schema di decreto legislativo che definisce la governance nazionale dell’intelligenza artificiale.
“Nessuno stanziamento aggiuntivo”
Rispondendo alla domanda del senatore Lorenzo Basso del Partito Democratico, Quacivi ha confermato che all’Agenzia non sono state assegnate nuove risorse specifiche per affrontare i nuovi compiti.
“I decreti legislativi sono a saldo zero di bilancio”, ha spiegato. “I miei predecessori hanno ritenuto di non dover prevedere nessun intervento, nessuno stanziamento aggiuntivo”.
L’ACN conta però di assorbire le nuove responsabilità attraverso la propria struttura e la campagna di reclutamento già in corso. “Stiamo portando avanti una campagna assunzionale importante. Siamo strutturati adeguatamente per affrontare le sfide e le responsabilità che l’AI Act ci affida”, ha aggiunto Quacivi. Il DG, insediatosi da circa sei settimane, ha inoltre sottolineato il livello delle professionalità già presenti all’interno dell’Agenzia, che ha definito “ricca di competenze”.
Il nuovo ruolo dell’ACN nella governance dell’AI
In attuazione della legge 132 del 2025, ACN e AgID sono state individuate quali autorità nazionali per l’intelligenza artificiale, con competenze complementari. AgID opera quale autorità di notifica, mentre ACN esercita la funzione di autorità di vigilanza del mercato e di punto di contatto unico con le istituzioni europee. Il nuovo assetto amplia in modo significativo il ruolo dell’Agenzia. Nel precedente quadro normativo, infatti, all’ACN era attribuito soprattutto il compito di promuovere e sviluppare iniziative, anche attraverso partenariati pubblico-privati, per valorizzare l’intelligenza artificiale come strumento di rafforzamento della cybersicurezza nazionale.
Con il decreto di adeguamento all’AI Act, invece, l’Agenzia assume una funzione formale di vigilanza e coordinamento nell’ambito della governance italiana dell’intelligenza artificiale. All’ACN sarà inoltre affidata la registrazione dei sistemi AI ad alto rischio destinati alla gestione delle infrastrutture digitali critiche e dei servizi essenziali.
Quacivi ha definito il testo “frutto di un lunghissimo periodo di concertazione” e un passaggio fondamentale per costruire una governance nazionale dell’AI basata su competenze specialistiche, coordinamento istituzionale e capacità di accompagnare l’innovazione.
Le sandbox per imprese e startup
Tra gli elementi qualificanti del decreto figurano anche gli spazi di sperimentazione normativa, le cosiddette sandbox, gestiti congiuntamente da ACN e AgID. Si tratta di ambienti controllati nei quali imprese, startup e Pubbliche Amministrazioni potranno sviluppare, testare e validare sistemi di intelligenza artificiale prima della loro commercializzazione.
L’obiettivo è favorire l’innovazione, la certezza del diritto e l’accesso al mercato, garantendo allo stesso tempo la conformità dei nuovi sistemi alle regole dell’AI Act. Una particolare attenzione sarà riservata alle piccole e medie imprese e alle startup, che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell’affrontare gli obblighi tecnici e normativi.
Il nodo resta quello delle risorse. A fronte di un ampliamento sostanziale delle competenze dell’ACN, il decreto non prevede finanziamenti aggiuntivi: l’Agenzia dovrà quindi fare affidamento sulla campagna assunzionale già avviata, sulla propria organizzazione e sulle competenze interne.
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