Italia Trends Report

Data breach, in Italia il costo medio sale a 3,55 milioni di euro: energia, finanza e tecnologia i settori più colpiti

Data breach, in Italia il costo medio sale a 3,55 milioni di euro: energia, finanza e tecnologia i settori più colpiti

Secondo il Cost of a Data Breach Report 2026, il costo medio di una violazione informatica torna a crescere in Italia. Supply chain, servizi remoti esternalizzati e social engineering tra le principali cause degli incidenti. L’adozione di AI e automazione riduce i tempi di identificazione e contenimento.

Il costo medio di un data breach in Italia torna a crescere, passando dai 3,31 milioni di euro dello scorso anno a 3,55 milioni di euro nel 2026.

È quanto emerge dal Cost of a Data Breach Report 2026 di IBM, secondo cui a livello globale una violazione informatica su quattro è stata abilitata dall’AI, con un incremento del 56% rispetto allo scorso anno. Questi incidenti sono costati in media 6 milioni di dollari, circa un milione in più rispetto al costo medio globale delle violazioni, pari a 4,99 milioni di dollari.

Il quadro italiano mostra un aumento dell’impatto economico degli attacchi e conferma il peso crescente della compromissione della supply chain, della carenza di personale qualificato e della scarsa visibilità sulle applicazioni utilizzate all’interno delle organizzazioni.

Energia, finanza e tecnologia i settori con i costi più elevati

In Italia il settore dell’energia registra il costo medio più elevato per una violazione informatica, pari a 4,65 milioni di euro.

Seguono il comparto finanziario, con un costo medio di 4,5 milioni di euro, e quello tecnologico, con 4,43 milioni di euro. I dati indicano quindi un impatto particolarmente rilevante nei settori caratterizzati da infrastrutture critiche, servizi essenziali, elevata digitalizzazione e gestione di grandi quantità di dati sensibili.

La supply chain è la principale causa iniziale

La compromissione della supply chain rappresenta la principale causa iniziale dei data breach rilevati in Italia. È associata al 18% degli incidenti e determina un costo medio di 3,56 milioni di euro. Seguono, tutte con un’incidenza del 15%, tre diverse modalità di compromissione: i servizi remoti esternalizzati, con un costo medio di 4,25 milioni di euro; il social engineering, con 4,16 milioni di euro; e il drive-by compromise, con un costo medio di 2,98 milioni di euro.

Il dato sulla supply chain evidenzia come la sicurezza di un’organizzazione non dipenda più soltanto dalla protezione dei propri sistemi, ma anche dal livello di resilienza di fornitori, partner e soggetti terzi che possono accedere a reti, applicazioni e informazioni aziendali.

Carenza di competenze e shadow IT fanno aumentare i costi

Tra i fattori che incidono maggiormente sul costo complessivo di una violazione figura la carenza di personale qualificato nel settore della sicurezza informatica, che comporta un aggravio medio stimato in 199.100 euro. La compromissione di un partner della supply chain fa aumentare il costo medio del data breach di 165.122 euro, mentre la mancanza di visibilità sul numero e sull’ubicazione delle applicazioni utilizzate dall’organizzazione, riconducibile al fenomeno dello shadow IT, determina un incremento di 162.544 euro.

Questi elementi mostrano come il costo di una violazione non dipenda soltanto dalla tecnica utilizzata dagli attaccanti. A pesare sono anche le carenze organizzative, la difficoltà di controllare l’intero ecosistema digitale e l’assenza di competenze specialistiche sufficienti per prevenire, individuare e gestire gli incidenti.

AI e automazione riducono i tempi di risposta

Il report analizza anche il livello di utilizzo dell’AI e dell’automazione nelle attività di sicurezza informatica.

Il 39% delle aziende italiane intervistate dichiara di utilizzare queste tecnologie in modo estensivo, mentre il 40% ne fa un uso limitato. Il restante 21% non ha ancora introdotto AI e automazione nei propri processi di cybersecurity. L’adozione di queste soluzioni produce effetti rilevanti sui tempi necessari per individuare e contenere una violazione. Nelle organizzazioni che non utilizzano AI, il tempo medio di identificazione di un data breach è di 145 giorni. Il dato scende a 123 giorni nelle aziende che impiegano estensivamente AI e security automation, con una riduzione di 22 giorni.

La differenza è ancora più evidente nella fase di contenimento. Le organizzazioni che fanno un uso estensivo di queste tecnologie riescono a contenere una violazione in media in 44 giorni, contro i 65 giorni necessari alle aziende che non le utilizzano. Nel complesso, una maggiore integrazione di AI e automazione consente quindi di ridurre di 43 giorni il ciclo medio composto da identificazione e contenimento dell’incidente.

Una violazione su quattro abilitata dall’AI

L’AI non rappresenta però soltanto uno strumento difensivo. Secondo il report, nel 2026 una violazione informatica su quattro a livello globale è stata abilitata dall’intelligenza artificiale, con un aumento del 56% rispetto all’anno precedente. Le violazioni facilitate dall’AI hanno prodotto un costo medio di 6 milioni di dollari, superiore di circa un milione di dollari rispetto alla media globale di tutti i data breach, attestata a 4,99 milioni.

Il dato evidenzia la doppia natura dell’AI nella sicurezza informatica: da un lato accelera il rilevamento e la risposta agli incidenti, dall’altro può essere utilizzata dagli attaccanti per rendere più efficaci, scalabili e difficili da individuare le attività malevole.

Il 71% aumenterà la spesa in cybersecurity

A seguito di un data breach, il 71% delle aziende italiane intervistate prevede un incremento della spesa destinata alla cybersecurity. Gli investimenti dovrebbero concentrarsi soprattutto sui piani di risposta agli incidenti e sulle relative attività di test, sull’assunzione di specialisti qualificati e sull’adozione di tecnologie per il rilevamento e la risposta alle minacce.

Tra le soluzioni indicate figurano piattaforme SIEM, SOAR ed EDR, insieme agli strumenti per la gestione delle identità e degli accessi.

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

L'articolo Data breach, in Italia il costo medio sale a 3,55 milioni di euro: energia, finanza e tecnologia i settori più colpiti sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.

📖 Leggi l'articolo completo originale:

https://www.cybersecitalia.it/data-breach-in-italia-il-costo-medio-sale-a-355-milioni-di-euro-energia-finanza-e-tecnologia-i-settori-piu-colpiti/67932/ →