\u003ch3\u003eSintesi\u003c/h3\u003e\u003cp\u003eUna violazione di sicurezza ha esposto 58 milioni di log di connessione di SplitVPN, un servizio VPN che prometteva politiche "no-logs". Il leak smentisce le promesse di privacy e mette in luce i rischi dei servizi che conservano dati sensibili nonostante le dichiarazioni ufficiali.\u003c/p\u003e\u003ch3\u003eL'incidente\u003c/h3\u003e\u003cp\u003eSplitVPN, precedentemente noto come NotVPN, \u00e8 un servizio VPN con sede in Russia che si posizionava sul mercato come strumento per bypassare la censura internet. Secondo quanto riportato da Bitdefender e Security Affairs, un database SQL di 17 GB \u00e8 stato pubblicato su un forum cybercriminale, contenente quasi 58 milioni di log di connessione datati tra giugno 2025 e luglio 2026, record di utenti, dispositivi e pagamenti. I log esposti non includono i siti visitati, ma forniscono metadata sufficienti a ricostruire i pattern di utilizzo degli utenti.\u003c/p\u003e\u003ch3\u003eIl paradosso del "no-logs"\u003c/h3\u003e\u003cp\u003eL'aspetto pi\u00f9 problematico di questa violazione \u00e8 la contraddizione netta tra le promesse di marketing e la realt\u00e0 operativa. SplitVPN pubblicizzava esplicitamente politiche "no-logs", assicurando agli utenti che nessun dato di connessione veniva conservato. Questo caso non \u00e8 isolato nel panorama delle VPN.\u003c/p\u003e\u003ch3\u003eImplicazioni per gli utenti\u003c/h3\u003e\u003cp\u003eGli utenti colpiti dalla violazione si trovano esposti a de-anonimizzazione, profilazione e rischi giuridici. Per chi utilizza VPN per motivi di privacy o per bypassare censura, questo caso rappresenta un monito importante: le promesse di "no-logs" senza verifica sono solo marketing.\u003c/p\u003e
SplitVPN sotto accusa: 58 milioni di log esposti sfidano le promesse di privacy