Confermato l’impianto cyber del DDL Difesa, “ferme restando le competenze dell’ACN” secondo l’art.7, c.1, lett. c.
Il cyberspazio entra nell’architettura ordinaria di Difesa ma l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) non perde alcun potere. Almeno formalmente. Lo prevede il DDL recante “disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di Difesa nazionale” approvato in CdM su proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il decreto interviene in prevalenza sul Codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66). Conferma all’articolo 7, come nella prima bozza, del riconoscimento di uno “Spazio cibernetico di interesse nazionale per la Difesa e la Sicurezza militare dello Stato“.
Come evidenziato non c’è stata alcuna trasformazione dell’Agenzia in un’autorità normativa (art. 7, c.1, lett. c)). L’ACN mantiene gli ambiti previsti dal DL 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 109/2021, quello della sua istituzione.
Governance cyber più chiara
La specificazione “ferme restando le competenze dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’organo del Ministero dell’Interno” dell’articolo 7, comma 1, lettera c) serve a chiarire la nuova lettera c-bis). Quest’ultima attribuisce al Capo di Stato Maggiore della Difesa il ruolo di autorità cyber del Ministero della Difesa.
La modifica serve a evitare sovrapposizioni istituzionali. La Difesa rafforza il proprio perimetro cyber, ma restano per l’appunto “ferme” le competenze di ACN, Ministero dell’Interno e del DIS (intelligence).
L’autorità cyber è invece “responsabile dell’organizzazione, preparazione professionale, approntamento e impiego del personale cyber interforze“. L’articolo 7, alla lettera c-ter) riconosce che il Capo di Stato Maggiore della Difesa “garantisce” la tutela degli interessi strategici nazionali connessi alla difesa dello Spazio cibernetico di interesse nazionale.
Perimetri operativi
La nuova architettura di Difesa va oltre le sole reti informatiche da proteggere. Definisce un perimetro operativo che comprende dati, software, hardware, sistemi OT, sensori, connessioni fisiche ed elettromagnetiche. E ancora, sistemi di controllo industriale, dispositivi mobili connessi e punti di interconnessione.
In tutto questo, se non altro formalmente, l’ACN mantiene quindi i suoi compiti di “tutela della sicurezza e della resilienza dello Spazio cibernetico“. E si occuperà di prevenire e mitigare il maggior numero di attacchi cibernetici, favorendo il raggiungimento dell’autonomia tecnologica.
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